
Chiusura negativa per Piazza Affari e le Borse europee
Piazza Affari ha registrato una chiusura nettamente negativa, con l’indice Ftse Mib che ha perso il 3,92%, scendendo a 44.468 punti, sebbene abbia recuperato parte delle perdite dai minimi di giornata. Le società del settore utilities, energetico e del lusso sono state le più colpite: Moncler ha subito un calo del 6,47%, Italgas del 6,3%, A2A del 6%, Hera del 5,74% e Brunello Cucinelli del 5,57%. In un contesto generale di ribasso, si sono distinte solo Lottomatica, in aumento del 3,32% grazie ai risultati finanziari, e Recordati, che ha guadagnato l’1,3%.
Le Borse europee hanno ulteriormente accentuato il loro ribasso, con l’indice Stoxx 500 che ha ceduto il 3,1%, tornando ai livelli di gennaio. La crescente preoccupazione per le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e per la chiusura dello stretto di Hormuz, cruciale per il transito di petrolio e gas, ha contribuito a questo scenario. Le piazze di Madrid, Francoforte, Parigi e Londra hanno registrato cali significativi: rispettivamente -3,7%, -3,2%, -2,6% e -2,5%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha aperto in forte rialzo a New York, con un incremento del 7,13%, portando il prezzo a 76,31 dollari al barile, in risposta alla situazione di conflitto. Anche il gas ha visto un aumento significativo, segnando un rialzo del 32,12% a 58,92 euro per megawattora.
I prezzi dei metalli preziosi, dopo un recente aumento, hanno subito un ribasso, poiché gli investitori stanno orientando le loro scelte verso energia e dollaro, approfittando dell’impennata dei prezzi di petrolio e gas. L’oro ha perso oltre il 4%, scendendo a circa 5.075 dollari l’oncia, mentre l’argento ha visto una diminuzione di oltre il 12%, attestandosi poco sotto i 78 dollari l’oncia.
I titoli di Stato sono stati soggetti a tensioni, con lo spread tra Btp e Bund che è salito a 69 punti. Il rendimento del decennale italiano ha raggiunto il 3,47%, in aumento di 12 punti base, mentre il rendimento del Bund tedesco è salito al 2,79% (+9 punti base). Il titolo a dieci anni del Regno Unito ha visto un incremento di 13 punti, portandosi al 4,50%.
I future europei e quelli di Wall Street sono in calo, mentre gli investitori analizzano le implicazioni della chiusura dello stretto di Hormuz, con ulteriori rialzi previsti per gas e petrolio. L’euro ha mostrato una flessione sui mercati valutari, scambiandosi a 1,1669 dollari (-0,16%) e a 183,4700 yen (-0,27%).
Anche le criptovalute hanno subito perdite a causa del conflitto in Medio Oriente, con il Bitcoin in calo del 3,5% a 67.000 dollari. Anche Binance (-2%), Dogecoin e Cardano (-4%) e Solana (-3,6%) hanno registrato performance negative.
Chiusura pesante per le Borse asiatiche
Le Borse asiatiche hanno chiuso in forte ribasso, con l’indice Msci Asia Pacifico che ha registrato un calo del 2,8%, il più significativo in due giorni. La situazione in Medio Oriente, seguita all’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran, ha creato preoccupazioni per l’economia globale. La chiusura dello stretto di Hormuz ha aumentato l’attenzione su petrolio e gas. Tokyo ha chiuso in rosso con un -3,06%. Sui mercati valutari, lo yen ha subito un ulteriore deprezzamento rispetto al dollaro, scendendo a 157,20, e ha mostrato poca variazione rispetto all’euro, a 183,40. Seul ha registrato un crollo del 7,2%, mentre Hong Kong ha chiuso a -1,1%, Shanghai a -1,4%, Shenzhen a -3,2% e Mumbai a -1,2%.
L’indice Kospi della Corea del Sud ha chiuso con un ribasso di oltre il 7%, mentre il Nikkei giapponese ha registrato un calo di oltre il 3%. Gli investitori rimangono preoccupati per le turbolenze in Medio Oriente. Alla chiusura delle borse di Seul e Tokyo, il Kospi ha segnato un -7,24% a 5.797,91 punti e il Nikkei 225 ha chiuso a -3,06% a 56.279,05 punti. Nel frattempo, il greggio Brent è aumentato del 2,34%, raggiungendo 79,56 dollari al barile.