
Riscrittura Completa
Un pensionato di 64 anni di Modena è stato al centro di una controversia legata alla sua partecipazione come comparsa nel film ‘Ferrari’, diretto da Michael Mann e dedicato alla celebre casa automobilistica di Maranello. La sua breve presenza sul set, durata due giorni e remunerata con 300 euro lordi a titolo di rimborso spese, ha scatenato un’azione da parte dell’Inps, che ha richiesto la restituzione di 34.000 euro.
L’ente previdenziale sosteneva che la sua partecipazione al film, avvenuta nel 2022, configurasse un rapporto di lavoro subordinato, incompatibile con la pensione anticipata “ex quota 100” di cui il pensionato beneficiava. Di conseguenza, l’Inps intendeva revocare il trattamento pensionistico per l’intero anno precedente.
Tuttavia, la Corte d’Appello di Bologna ha respinto il ricorso presentato dall’Inps, stabilendo che l’attività di comparsa, limitata a semplici posizioni sul set insieme ad altre persone e priva di mansioni specifiche o direttive, poteva essere considerata al massimo come lavoro occasionale autonomo, compatibile con la pensione. Il Tribunale di Modena aveva già espresso una sentenza simile, accogliendo il ricorso del pensionato presentato tramite il patronato Inas-Cisl e riconoscendo l’illegittimità della richiesta di restituzione da parte dell’Inps. Inoltre, il tribunale ha ordinato il ripristino della prestazione pensionistica e la restituzione delle somme già trattenute.
I legali del pensionato hanno commentato la sentenza al ‘Carlino’, affermando che “è finalmente stato affermato un principio che avrebbe dovuto essere chiaro: i beneficiari della pensione ex quota 100 che lavorano per pochi giorni non perdono il diritto a un anno di pensione, come sostenuto dall’Inps. Inoltre, spetta all’ente dimostrare che si tratti di lavoro subordinato. Anche la Corte Costituzionale sembra aver adottato questa linea”.