
L’articolo analizza le previsioni degli investitori riguardo alla durata del conflitto in Medio Oriente e l’impatto sui prezzi del petrolio. Secondo un’indagine di Bank of America, le aspettative si concentrano in un orizzonte di uno a tre mesi, con conseguenze significative per il mercato energetico.
1. Gestori di fondi internazionali stimano che il conflitto in Medio Oriente durerà tra uno e tre mesi, con il 17% che prevede un prolungamento oltre i tre mesi.
2. Bank of America ha rivisto la previsione del prezzo del petrolio Brent, portandola a una media di 77,50 dollari al barile nel 2026, rispetto ai 60 dollari precedentemente stimati.
3. In caso di chiusura dello Stretto di Hormuz per un mese, il prezzo medio del Brent potrebbe raggiungere i 78 dollari, con potenziali picchi fino a 200 dollari se le interruzioni si protraggono fino al terzo trimestre.
4. Più della metà dei gestori intervistati prevede che il prezzo del petrolio si attesti tra 70 e 89 dollari al barile nei prossimi tre-sei mesi, mentre il 33% prevede valori superiori ai 90 dollari.
5. La chiusura dello Stretto di Hormuz potrebbe ridurre temporaneamente fino a 11 milioni di barili al giorno dal mercato, influenzando l’equilibrio globale di domanda e offerta.
6. Bank of America prevede un ampio deficit nella prima metà del 2026, seguito da un surplus nella seconda metà, con un prezzo del Brent atteso intorno agli 80 dollari nel secondo trimestre.
7. In uno scenario di conflitto prolungato, il prezzo medio del Brent per il 2026 potrebbe salire a 85 dollari, con massimi potenziali fino a 160 dollari in caso di perdite di offerta estese.
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