
Analisi del Prezzo del Gas: Nuove Preoccupazioni per il Mercato
Si preannuncia un ulteriore aumento dei prezzi del gas, a seguito di due settimane di tensioni in Iran e dell’arrivo di un’ondata di freddo. Questo scenario potrebbe accentuare i rialzi già registrati, che hanno portato a un incremento del 57,11% del prezzo al Ttf di Amsterdam da fine febbraio. Secondo gli analisti di BloombergNEF, esperti nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’industria, delle costruzioni e dell’agricoltura, è prevista una nuova fase di freddo nell’Europa Centro-Occidentale. Le previsioni del 11 marzo indicavano già un significativo abbassamento delle temperature per la parte finale del mese, e gli aggiornamenti recenti confermano questa tendenza, segnalando l’intensità dell’ondata di freddo.
Le temperature in calo potrebbero aumentare la richiesta di riscaldamento, specialmente verso la fine della stagione invernale, e ciò potrebbe far lievitare i prezzi, soprattutto se la produzione di energia rinnovabile diminuisse. Infatti, la generazione di energia da fonti rinnovabili è fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche: la mancanza di sole riduce l’efficienza degli impianti fotovoltaici, mentre l’assenza di vento compromette la produzione eolica, come evidenziato dalla ‘bonaccia oscura’ (dunkelflaute) che ha colpito la Germania durante l’estate scorsa.
In quell’occasione, per compensare la carenza di energia, si è fatto ricorso alle scorte di gas, riducendo anticipatamente i livelli di stoccaggio nel Paese. Attualmente, la Germania, tradizionalmente leader in Europa per le riserve di gas, si trova al 21,93% con 55,08 TWh, mentre le scorte europee sono al 29,11% con 332,58 TWh e quelle italiane al 45% con 91,53 TWh. L’Italia, da tempo, mantiene il primato continentale, conservando quasi un terzo delle scorte totali.
Nonostante l’incertezza geopolitica, il mercato ha mostrato una pausa di riflessione venerdì, con il prezzo del gas sceso dell’1,48% a 50,12 euro al MWh ad Amsterdam, dopo aver toccato un picco di 64 euro il 9 marzo, un valore mai raggiunto dal 2022. Gli operatori del settore osservano attentamente, sperando in una risoluzione della situazione nello stretto di Hormuz, attualmente controllato dai Pasdaran iraniani, che ostacolano il transito delle navi verso il Mediterraneo.
Nel contesto globale, il 20% del gas naturale liquefatto viene trasportato via mare attraverso questa rotta, e in Europa ha svolto un ruolo cruciale nella progressiva riduzione dell’importazione di gas russo durante i quattro anni di conflitto in Ucraina. Un recente accordo tra Eni e Repsol con la compagnia statale Petròleos del Venezuela potrebbe contribuire a un abbassamento dei prezzi. Questo accordo mira ad aumentare la capacità produttiva del giacimento sottomarino di Cardòn IV, garantendo in prima istanza l’approvvigionamento di gas per il consumo interno. Eni ha sottolineato che ci sono anche prospettive per l’export di gas naturale e liquidi, soggetti all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni legali e regolatorie. Questo sviluppo potrebbe rafforzare la posizione del Venezuela come potenziale esportatore regionale, mentre Eni intende esplorare questa opportunità, sfruttando la propria esperienza in progetti di liquefazione offshore realizzati con successo in vari Paesi.