
Il governo italiano sta attentamente valutando l’impatto del conflitto con l’Iran sull’economia nazionale e prevede di prendere decisioni la prossima settimana, dopo il referendum. Tuttavia, un’improvvisa escalation della situazione potrebbe richiedere un intervento immediato. Il vicepremier Matteo Salvini ha convocato per domani le compagnie petrolifere presso la Prefettura di Milano; questo incontro potrebbe anticipare l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti. Saranno presenti 14 aziende del settore, tra cui Eni, Ip, Tamoil, Q8, e diversi operatori delle pompe bianche.
«Abbiamo già tassato le banche, ora possiamo fare lo stesso con gli extraprofitti delle compagnie petrolifere», ha dichiarato il segretario della Lega. Il ministro dei Trasporti ha sottolineato che il peso economico per famiglie e imprese è insostenibile, aggiungendo: «Gli aumenti, in particolare quelli del diesel, sono inaccettabili, soprattutto in considerazione del conflitto attuale. Se ci sono speculazioni in corso, non sono disposto a tollerarle. Possiamo intervenire sia dal punto di vista fiscale che normativo per fermare questa speculazione».
Attualmente, le opzioni sul tavolo sono due: la prima prevede un ulteriore incremento dell’Irap, come già fatto nel decreto energia, limitando l’aumento – tramite codici Ateco – alle aziende coinvolte nell’estrazione, raffinazione, commercio all’ingrosso, trasporto e stoccaggio di petrolio. La seconda possibilità consiste nel riproporre la tassa sugli extraprofitti introdotta dal governo di Mario Draghi, in risposta all’aumento dei prezzi energetici causato dall’invasione russa dell’Ucraina. Tale meccanismo era complesso e non tassava direttamente gli utili, ma si basava sul maggiore saldo Iva delle aziende energetiche, comprese quelle petrolifere. In particolare, si calcolava la differenza tra l’Iva incassata nel periodo ottobre 2021-aprile 2022 e quella dello stesso periodo dell’anno precedente, applicando un’aliquota del 25% al saldo risultante.
Nel frattempo, riguardo ai prezzi dei carburanti, i dati forniti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano una stabilità nei costi al self-service, con la benzina fissata a 1,84 euro al litro e il gasolio a circa 2,07 euro. Il ministro Adolfo Urso ha confermato che il governo sta lavorando a un pacchetto di misure per supportare i ceti meno abbienti e il settore dell’autotrasporto. Inoltre, sono previste iniziative a favore delle imprese esportatrici attive nei Paesi del Golfo.