Poste Italiane presenta un’offerta di acquisto per Tim

Nella serata di ieri, Poste Italiane ha sorpresa il mercato annunciando un’offerta di acquisto e scambio su Tim, dopo mesi di speculazioni riguardo a una potenziale iniziativa del colosso pubblico nel settore delle telecomunicazioni.

Un’operazione da 10,8 miliardi di euro

L’operazione, del valore di 10,8 miliardi di euro, mira a creare un “campione nazionale” nei settori della logistica, dei servizi finanziari, delle telecomunicazioni e dei servizi digitali, con una partecipazione statale superiore al 50% del capitale. Secondo il comunicato di Poste, l’intento è di acquisire l’intero capitale di Tim e ritirare le sue azioni dalla quotazione in borsa. L’offerta prevede un corrispettivo composto da 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane e una componente in contante di 0,167 euro per ogni azione Tim conferita. Ciò implica una valutazione di 0,635 euro per azione Tim, con un premio del 9,01% rispetto alla chiusura di venerdì, e una componente cash del valore di 2,8 miliardi di euro. Il gruppo risultante dall’operazione avrà ricavi aggregati di circa 26,9 miliardi di euro e un Ebit pro-forma di circa 4,8 miliardi, oltre a un organico di oltre 150.000 dipendenti. Le sinergie previste, sia in termini di ricavi che di costi, sono stimate in 700 milioni di euro all’anno. Il completamento dell’offerta è atteso entro la fine del 2026.

Governance e stabilità a lungo termine

Il nuovo gruppo, se l’offerta dovesse andare a buon fine, beneficerà di una governance stabile, con lo Stato italiano come azionista di maggioranza. Questo assetto garantirà stabilità nel lungo termine e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholder e per il Paese. Inoltre, una solida governance assicurerà un allineamento degli interessi, contribuendo a una performance competitiva e rendimenti sostenibili per gli azionisti. Un consiglio di amministrazione di Tim è stato convocato per oggi per avviare l’analisi dell’offerta.

Poste è già il principale azionista di Tim

Attualmente, Poste Italiane detiene oltre il 27% del capitale di Tim, seguita dal fondo americano Blackrock, con una partecipazione del 5,1%. Per quanto riguarda l’azionariato di Poste, Cassa Depositi e Prestiti detiene il 35% e il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 29,26%.

Un grande motore di innovazione

Il comunicato di Poste sottolinea come il nuovo gruppo rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa in Italia, fungendo da motore di innovazione e garantendo sicurezza infrastrutturale e tecnologica. Questo polo strategico dell’economia nazionale avrà l’obiettivo di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire significativamente alla crescita della produttività industriale e alla competitività internazionale del Paese.

Poste Italiane conta su una rete di 13.000 uffici postali, a cui si aggiungeranno oltre 4.000 punti vendita Tim e 49.000 partner terzi, per un totale di 19 milioni di clienti digitali attivi. Inoltre, il nuovo gruppo beneficerà di tre asset significativi: una rete fissa e mobile su scala nazionale, una posizione di rilievo nelle infrastrutture cloud e data center, e la capacità di fornire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholder. Le sinergie derivanti da questa integrazione sono stimate in 700 milioni di euro all’anno, senza impatti negativi sui dividendi di Poste per il 2026 e con effetti positivi sull’utile a partire dal 2027. Di queste sinergie, 500 milioni riguarderanno i costi e oltre 200 milioni i ricavi. Gli oneri una tantum per raggiungere questi obiettivi sono stimati in 700 milioni, distribuiti su più anni.

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