Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm è atteso per martedì prossimo, con all’ordine del giorno la situazione attuale in seguito agli sviluppi del settore bancario. Questa informazione è stata riportata da AdnKronos, citando fonti del settore finanziario. Secondo tali fonti, lo scenario è in costante evoluzione e, al momento, l’ipotesi di un’azione immediata e aggressiva da parte dell’istituto nei confronti di Mps appare poco probabile. Infatti, Banco Bpm non avrebbe i margini necessari per intraprendere una controffensiva autonoma in concorrenza con Intesa Sanpaolo.

Tra le strategie in discussione, una delle più prudenziali, sostenuta da una parte del management, sarebbe quella di adottare un approccio attendista. In questo caso, il gruppo, guidato da Giuseppe Castagna, continuerebbe a monitorare gli sviluppi, confidando nell’emergere di fattori esterni, politici o regolamentari, in grado di influenzare l’operazione di Intesa Sanpaolo. Tuttavia, questa linea d’azione presenta margini di successo limitati e risulta quindi poco promettente.

L’operazione di Intesa Sanpaolo, secondo le fonti, beneficia attualmente di un forte supporto politico e finanziario, offre un premio in contante significativo ed è progettata per evitare problematiche legate all’antitrust. Inoltre, l’atteggiamento attendista potrebbe esporre Banco Bpm a diventare una vittima nel contesto del risiko bancario, rendendo la situazione piuttosto rischiosa.

Un’alternativa, considerata più dinamica ma anche più complessa, sarebbe quella di avviare contatti per trovare un partner industriale capace di formulare una controfferta per Siena, creando una sorta di fusione d’attacco da opporre alla coppia Unipol-Intesa Sanpaolo. Tuttavia, la ricerca di un partner industriale adeguato rimane una questione cruciale. Tra i nomi che circolano negli ambienti finanziari, spicca Crédit Agricole, già azionista di Banco Bpm. Tuttavia, un potenziale rafforzamento del gruppo francese riaccenderebbe il dibattito sulla presenza straniera nel sistema bancario italiano e sulle possibili reazioni da parte del governo.

Nel frattempo, le fonti segnalano che lo scenario europeo stia rapidamente cambiando. In particolare, il successo dell’operazione di UniCredit su Commerzbank potrebbe influenzare l’approccio politico verso le aggregazioni transfrontaliere. In questo contesto, un’apertura a Crédit Agricole potrebbe essere vista come coerente con il processo di integrazione bancaria europea e offrire una via d’uscita a coloro che hanno sostenuto la necessità di preservare un terzo polo nazionale. Tuttavia, questa non è la previsione più probabile.

In sintesi, si prospetta una possibile accelerazione delle operazioni di fusione e acquisizione da parte di Banco Bpm, con l’obiettivo di aggregarsi per non essere aggrediti, diventando predatori per evitare di essere prede. Ciò mira a garantire una posizione di rilievo nel risiko e prevenire eventuali manovre da parte di altri soggetti, come UniCredit, che potrebbero trarre vantaggio da un Banco Bpm in una posizione di debolezza. La sfida, come evidenziato dalle fonti, è trovare un soggetto di dimensioni adeguate, con gruppi bancari di medie dimensioni che potrebbero essere interessati a rafforzarsi per non subire l’impatto del processo di concentrazione in atto nel settore. La proposta di fusione paritaria presentata a Mps lo scorso fine settimana segue proprio questa logica. Tra i dipendenti, secondo quanto riferito da fonti sindacali, prevale un clima di attesa vigile, con particolare attenzione rivolta alle prossime mosse di UniCredit. Il consiglio di amministrazione della prossima settimana, secondo alcuni osservatori, dovrà gestire con attenzione il tempo.

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