I compensi dei principali amministratori delegati statunitensi continuano a registrare un incremento, sostenuti da profitti aziendali in ascesa, valori di mercato elevati e programmi di incentivazione sempre più legati alle performance delle azioni. Questo è quanto emerge dall’analisi condotta dal Wall Street Journal sui documenti di delega delle aziende incluse nell’indice S&P 500, evidenziando come il 2022 sia stato un altro anno favorevole per le retribuzioni dei dirigenti.

Secondo uno studio realizzato da Equilar in collaborazione con l’Associated Press, la retribuzione mediana dei CEO delle aziende dell’S&P 500 è aumentata del 9,7%, raggiungendo i 17,1 milioni di dollari. La parte predominante della retribuzione continua a essere costituita dalle azioni assegnate ai manager, che rappresentano oltre il 70% del pacchetto retributivo totale e aumentano di valore con l’incremento del prezzo delle azioni sul mercato.

Questa tendenza riflette un meccanismo consolidato: i consigli di amministrazione cercano di allineare gli interessi dei dirigenti con quelli degli azionisti attraverso premi azionari e piani di lungo termine, riducendo così il peso della componente fissa della retribuzione.

Tuttavia, ciò ha portato a un ulteriore ampliamento del divario tra i compensi dei vertici aziendali e quelli dei dipendenti. Il rapporto tra la retribuzione del CEO e quella del lavoratore mediano ha raggiunto il valore di 192 a 1, il che implica che un dipendente dovrebbe lavorare quasi due secoli per guadagnare quanto il proprio amministratore delegato percepisce in un anno.

Tra i dirigenti più remunerati spicca Patrick Smith, CEO di Axon Enterprise, con un pacchetto retributivo di 164,5 milioni di dollari, seguito da Lawrence Culp di General Electric, con 87,4 milioni. In molti casi, questi importi record sono il risultato di assegnazioni straordinarie di azioni destinate a maturare nel corso di diversi anni, subordinate al raggiungimento di obiettivi di crescita prestabiliti.

Il settore delle comunicazioni si conferma quello con i compensi medi più elevati, superando i settori della sanità e della tecnologia, mentre le aziende di pubblica utilità rimangono quelle con le retribuzioni più contenute. Inoltre, dal punto di vista geografico, si osservano notevoli differenze: New York è tornata a essere lo stato con i CEO mediamente più pagati.

Il dibattito su questo tema è ancora aperto. I sostenitori di questi sistemi retributivi sostengono che una forte componente azionaria allinei gli incentivi del management a quelli degli investitori, promuovendo la creazione di valore nel lungo termine. D’altra parte, i critici rilevano come l’aumento dei compensi continui a superare quello dei salari dei dipendenti, alimentando un divario che negli ultimi anni è diventato uno dei temi più discussi nella corporate governance americana.

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