
(di Andrea Persili)
Consiglio di Amministrazione di Monte dei Paschi di Siena: lungo incontro con valutazioni sul futuro della banca. Il Cda, iniziato in mattinata e conclusosi nel tardo pomeriggio, non ha preso decisioni definitive, ma ha discusso in modo approfondito l’offerta di Intesa Sanpaolo e la proposta di fusione paritetica con Banco Bpm. Secondo quanto riportato da AdnKronos, il consiglio ha raggiunto una posizione unanime, ma non ha fatto riferimento a Credit Agricole, che, secondo fonti interne, rappresenta un aspetto cruciale della discussione.
In sintesi, il Cda di Monte dei Paschi di Siena ha espresso preoccupazioni riguardo al corrispettivo offerto da Intesa Sanpaolo, ritenendolo insufficiente per valorizzare adeguatamente la banca. L’offerta non riconosce un premio congruo per un cambio di controllo e lascia aperte significative incertezze riguardo al piano industriale e alle normative. D’altra parte, il consiglio ha giudicato la proposta di aggregazione di Banco Bpm come meritevole di un "approfondimento completo", poiché si basa sulla valorizzazione dell’intero gruppo senza prevedere smembramenti.
Il Cda ha messo in evidenza che il premio implicito nell’offerta di Intesa è inferiore alla media delle operazioni bancarie in Italia. Secondo Monte dei Paschi, il valore offerto al momento dell’Opas rappresenterebbe solo una piccola parte delle sinergie attese da Intesa e non rifletterebbe adeguatamente né il passaggio di controllo né il successivo "break-up" della banca.
Un ulteriore punto critico è la cessione a Unipol di circa metà della rete commerciale di Mps, prevista per superare le problematiche concorrenziali. Il consiglio ha sottolineato che il valore concordato tra Intesa e Unipol implica un multiplo prezzo/utili di circa 7,6 volte, inferiore ai multipli medi nel settore bancario italiano. Un valore più elevato per la rete ceduta avrebbe potuto generare maggiori ricavi e un corrispettivo complessivo più alto per gli azionisti di Monte dei Paschi.
In merito alle conseguenze industriali dell’operazione, il Cda ha espresso forti perplessità. La divisione della rete tra Intesa e Unipol potrebbe indebolire il modello di banca di prossimità, riducendo la capacità decisionale a livello locale e compromettendo le relazioni consolidate con famiglie, piccole e medie imprese, istituzioni e comunità. Ciò potrebbe influire negativamente sul supporto tradizionale di Mps all’economia reale.
Riguardo agli aspetti regolamentari, il consiglio ha richiamato l’attenzione sulle possibili preoccupazioni delle autorità antitrust. L’acquisizione potrebbe infatti rafforzare ulteriormente la posizione di Intesa, con impatti significativi sulla concentrazione del mercato e sul sistema finanziario nazionale. Anche se si prevede la cessione di sportelli a Unipol come misura per affrontare le problematiche concorrenziali, il completamento dell’operazione dipenderebbe comunque dall’approvazione delle autorità competenti, che potrebbero richiedere ulteriori misure correttive, modificando il perimetro finale dell’operazione, le tempistiche e la distribuzione del valore tra i soggetti coinvolti.
Tra le incertezze sollevate dal consiglio ci sono anche gli effetti dell’operazione sulla partecipazione in Generali. Monte dei Paschi ritiene che le autorità potrebbero esaminare attentamente l’impatto della concentrazione nel mercato delle assicurazioni vita, dato il ruolo rilevante di Intesa e Generali, con possibili ripercussioni sugli equilibri concorrenziali e sulla governance del settore.
L’approccio nei confronti della proposta di Banco Bpm è invece di segno positivo. Il Cda considera l’ipotesi di aggregazione meritevole di approfondimento, poiché propone un’operazione industriale che valorizza l’intero perimetro di Mps, senza prevedere la disaggregazione delle attività.
La reazione di Banco Bpm è stata immediata. Un portavoce ha dichiarato di accogliere "con soddisfazione" le valutazioni del Cda di Mps, sostenendo che la proposta mira a creare valore per gli azionisti di entrambe le banche, mantenendo l’integrità di Monte per il beneficio di clienti, dipendenti e territorio. Tuttavia, la situazione è complessa. Gli osservatori di Piazza Meda e Piazza Salimbeni sono concentrati su Credit Agricole. Fonti finanziarie informano AdnKronos che la posizione della banca francese, ora oltre il 29% di Banco Bpm, è fondamentale per una possibile controfferta rispetto a quella di Intesa Sanpaolo.
Fino ad ora, la banca francese ha mantenuto una posizione di estrema cautela, tipica della Banque Verte. Tuttavia, sarà necessario aprire canali di dialogo più intensi con l’istituto francese. Banco Bpm non ha rinunciato alla speranza di coinvolgere i francesi nella costruzione di una controfferta su Mps, necessità accentuata dall’aumento del valore di Mps.
L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare la credibilità industriale e finanziaria della proposta, consentendo un vero "confronto di mercato" con l’offerta di Intesa. Attualmente, i francesi si dichiarano neutrali, ma i consiglieri espressione di Credit in Bpm hanno votato a favore dell’invio della lettera sulla proposta di fusione paritetica con Mps.
Le valutazioni degli analisti sul possibile sviluppo della situazione sono varie. Antonio Tognoli, responsabile macro analisi di Cfo Sim, ha dichiarato a AdnKronos che è difficile prevedere un rilancio da parte di Intesa Sanpaolo, sottolineando che il valore reale dell’investment banking di Mediobanca e di Generali è incerto. Tognoli ha ricordato che "il valore di Generali non si esprime in azioni ma in peso", evidenziando come il dossier assicurativo rappresenti una delle principali incognite nella valutazione complessiva dell’operazione. Secondo l’analista, il valore di Mps potrebbe aumentare se gestito in modo efficiente all’interno del gruppo guidato da Carlo Messina.
Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance alla Sda Bocconi, adotta un approccio più cauto. Ha dichiarato a AdnKronos di ritenere possibile un rilancio da parte di Intesa, ma non lo considera lo scenario più probabile. "L’offerta è già strutturata con un premio significativo e Carlo Messina ha chiarito che esiste un limite oltre il quale non intende spingersi", ha osservato.
Per quanto riguarda Banco Bpm, secondo Calcaterra, l’istituto "potrebbe migliorare il concambio azionario e rafforzare ulteriormente il progetto industriale", ma difficilmente riuscirà a eguagliare le capacità finanziarie di Intesa Sanpaolo. La decisione finale dipenderà dall’equilibrio che gli azionisti troveranno tra il valore economico immediato dell’offerta e la credibilità del progetto industriale sottostante. Tutti gli occhi sono puntati sul prossimo Consiglio di Amministrazione di Mps, previsto per il 6 agosto, secondo quanto appreso da AdnKronos.