
La Corte d’Appello di Milano ha ordinato la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto entro 90 giorni, a causa della presenza di amianto e delle emissioni di polveri sottili che superano i limiti consentiti dalla legge. Questo inquinamento di origine industriale deve essere riportato a livelli accettabili, secondo quanto stabilito dai magistrati.
Nel decreto firmato dalla giudice Marianna Galioto, si stabilisce che la sospensione delle attività dei reparti attualmente sotto sequestro dal 2012, anno in cui emerse il caso “Ambiente svenduto”, rimarrà in vigore fino a quando non sarà completata la rimozione dell’amianto presente negli impianti e non saranno implementate le misure necessarie per ridurre le emissioni di polveri sottili entro i limiti di sicurezza. La decisione della Corte d’Appello è stata presa in risposta alla richiesta di inibitoria presentata dall’associazione “Genitori tarantini”, rappresentata in questo procedimento dagli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano.








