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La settimana dei mercati – Settimana 31/2026

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Settimana analizzata: 27–31 luglio 2026

La settimana 31/2026 è stata una delle più dense dell’estate: Federal Reserve, PIL USA, PCE, trimestrali delle big tech, petrolio ancora sensibile al Medio Oriente e chiusura del mese di luglio. Il risultato è stato un mercato volatile, ma capace di chiudere la settimana in rialzo sui principali indici americani.

Il segnale più importante è arrivato dalla tecnologia: dopo le pressioni delle settimane precedenti, Microsoft e Amazon hanno aiutato il Nasdaq a recuperare terreno. Ma la lettura resta selettiva, perché Apple ha deluso le attese sul trimestre successivo e Meta ha sofferto per una guidance meno convincente. Il mercato continua quindi a credere nell’intelligenza artificiale, ma non premia più automaticamente tutti i grandi nomi tech.

Secondo AP, nella settimana l’S&P 500 e il Dow Jones hanno guadagnato circa l’1%, il Nasdaq l’1,6%, mentre il Russell 2000 è rimasto quasi fermo. Venerdì 31 luglio l’S&P 500 ha chiuso a 7.489,72 punti, il Dow Jones a 52.485,03, il Nasdaq a 25.373,85 e il Russell 2000 a 2.931,34. (AP News)

I numeri della settimana

Asset / indice Settimana Ultimo dato indicativo Lettura
S&P 500 +1,0% circa 7.489,72 Rimbalzo dopo una fase nervosa
Nasdaq Composite +1,6% circa 25.373,85 Recupero guidato da Microsoft e Amazon
Dow Jones +1,0% circa 52.485,03 Tenuta dei titoli più tradizionali
Russell 2000 quasi invariato 2.931,34 Small cap meno brillanti
FTSE MIB area 52.000 punti intorno ai massimi recenti Piazza Affari ancora solida, ma meno brillante
Bitcoin circa 64.700 dollari 64.724 dollari il 31 luglio Stabilizzazione sopra area 64.000
Brent volatile / in rialzo venerdì sopra area 80 dollari Rischio Hormuz ancora presente
Oro circa 4.049 dollari/oncia +0,7% a luglio Recupero dopo quattro mesi deboli
Treasury 30 anni USA oltre 5,2% massimo da 19 anni Pressione sui tassi lunghi

Bitcoin ha chiuso il 31 luglio intorno a 64.724 dollari, sostanzialmente stabile rispetto ai giorni precedenti ma ancora lontano dai livelli di inizio estate. (Yahoo Finanze) L’oro ha chiuso luglio a 4.049,10 dollari l’oncia, interrompendo una serie negativa di quattro mesi. (wsj.com)

I principali movimenti degli indici

A Wall Street, la settimana si è chiusa con un rimbalzo dei principali indici, ma il bilancio di luglio resta meno brillante. Il Nasdaq ha vissuto il mese peggiore da marzo, con un calo mensile del 3,2%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,1% e il Dow Jones ha chiuso luglio leggermente positivo, +0,3%. (MarketWatch)

Il dato settimanale, però, è stato più favorevole. L’S&P 500 ha recuperato lo 0,7% venerdì, il Nasdaq l’1% e il Dow lo 0,5%, grazie soprattutto al forte rialzo di Amazon dopo una trimestrale migliore delle attese. (AP News)

Il Russell 2000 è rimasto più debole. Questo indica che la settimana non è stata un ritorno generalizzato del rischio, ma un recupero guidato soprattutto da alcuni grandi titoli e da una parte della tecnologia.

In Europa il quadro è rimasto più prudente. Piazza Affari si è mantenuta in area 52.000 punti, dopo il forte rialzo dei mesi precedenti. Il FTSE MIB resta uno dei listini europei più interessanti nel 2026, ma in questa fase appare più in consolidamento che in accelerazione.

I settori migliori e peggiori

Il settore più importante della settimana è stato ancora una volta la tecnologia, ma con forti differenze interne.

Microsoft e Amazon hanno riportato risultati accolti positivamente dal mercato. Microsoft ha beneficiato della crescita di Azure e dei servizi legati all’AI; Amazon è stata premiata dal buon andamento di AWS e da utili superiori alle attese. Investor’s Business Daily ha descritto una settimana volatile ma positiva, sostenuta soprattutto da Microsoft e Amazon. (investors.com)

Apple e Meta, invece, hanno mostrato il lato più fragile della stessa narrativa. Apple è scesa dopo una guidance prudente, mentre Meta ha sofferto per conti e indicazioni meno convincenti. Secondo il Wall Street Journal, Amazon è salita del 15% dopo i risultati, mentre Apple ha perso il 7,4%, bruciando oltre 350 miliardi di dollari di capitalizzazione. (wsj.com)

Tra i settori più deboli sono rimasti sotto osservazione alcune aree dei semiconduttori, le small cap e i comparti sensibili ai tassi. La risalita dei rendimenti lunghi continua infatti a pesare su società growth, real estate e aziende con valutazioni molto elevate.

Le notizie macro più importanti

La notizia macro centrale è stata la riunione della Federal Reserve. La Fed ha lasciato i tassi invariati nell’intervallo 3,50%–3,75%, ma la decisione è stata accompagnata da tre dissensi favorevoli a un rialzo di 25 punti base. Questo ha reso la riunione una sorta di “pausa hawkish”: nessun aumento immediato, ma messaggio ancora duro sull’inflazione. (Reuters)

Il mercato obbligazionario non ha reagito bene alla comunicazione di Kevin Warsh. I rendimenti a lungo termine sono saliti, con il Treasury trentennale oltre il 5,2%, massimo da 19 anni. Il problema è che Warsh ribadisce l’impegno contro l’inflazione, ma senza dare una traiettoria chiara sui tassi: questo lascia più incertezza ai mercati. (Reuters)

Il secondo dato centrale è stato il PCE USA. A giugno il PCE headline è rallentato al 3,7% annuo dal 4,1% di maggio, mentre il core PCE è sceso al 3,3% dal 3,4%. Il dato mensile headline è addirittura calato dello 0,1%, anche grazie al calo temporaneo del petrolio. (Reuters)

Il terzo dato è stato il PIL USA del secondo trimestre. L’economia americana è cresciuta dell’1,5% annualizzato, in rallentamento dal 2,1% del primo trimestre. Tuttavia, i consumi sono saliti del 3,2% e gli investimenti aziendali, sostenuti anche dall’AI, dell’8,4%. (AP News)

Il messaggio macro è quindi misto: crescita più lenta, ma consumi e investimenti ancora solidi; inflazione in miglioramento, ma ancora troppo alta; Fed ferma, ma non rassicurante.

Le aziende e i titoli più citati

I nomi più citati della settimana sono stati Microsoft, Amazon, Apple, Meta, AMD, Sandisk, Fortinet, Robinhood, Coca-Cola, Chevron ed ExxonMobil.

Microsoft e Amazon hanno dato ossigeno al mercato. Il punto importante non è solo che hanno battuto le attese, ma che hanno dato al mercato una risposta alla domanda principale delle ultime settimane: gli investimenti in AI stanno iniziando a produrre ritorni economici concreti?

Amazon, in particolare, è stata la protagonista della chiusura settimanale. Il suo rialzo ha compensato la debolezza di Apple e ha aiutato il Nasdaq a chiudere venerdì in positivo. (wsj.com)

Apple è stata invece la delusione principale. Nonostante resti una delle società più solide al mondo, il mercato ha reagito male a una guidance considerata troppo prudente. Questo conferma che le mega-cap non sono più giudicate solo sulla qualità del business, ma anche sulla capacità di mantenere aspettative molto elevate.

Sul fronte energia, ExxonMobil e Chevron hanno segnalato che i prezzi dei carburanti potrebbero restare elevati nella seconda metà del 2026 a causa delle interruzioni legate alla guerra con l’Iran. (Reuters)

Il tema dominante della settimana

Il tema dominante può essere riassunto così:

la tecnologia rimbalza, ma il mercato obbligazionario non si fida ancora.

Da una parte, Microsoft e Amazon hanno mostrato che il tema AI non è solo narrativa. Cloud, infrastrutture digitali e servizi collegati all’intelligenza artificiale continuano a generare crescita reale.

Dall’altra parte, la Fed non ha convinto del tutto. Il fatto che tre membri avrebbero voluto alzare subito i tassi mostra che dentro la banca centrale americana il timore inflazione è ancora forte. E il rialzo dei rendimenti lunghi dice che il mercato non è sicuro che la Fed stia controllando pienamente la situazione.

È una combinazione particolare: le azioni possono salire grazie agli utili, ma i bond stanno lanciando un segnale di cautela. Se i rendimenti restano alti, le valutazioni della tecnologia dovranno continuare a giustificarsi con utili molto forti.

Cosa guardare nella settimana successiva

La settimana 32/2026, dal 3 al 7 agosto, sarà meno concentrata sulle big tech, ma comunque molto importante.

Il primo tema sarà il mercato del lavoro americano. Il calendario della settimana mette al centro il rapporto sull’occupazione di luglio, insieme a JOLTS, ADP e altri dati sul lavoro. Dopo una Fed più hawkish e un PIL in rallentamento, il dato sul lavoro sarà decisivo per capire se l’economia USA sta solo rallentando ordinatamente o se sta entrando in una fase più fragile. (wsj.com)

Il secondo tema sarà l’ISM. Gli indici ISM manifatturiero e servizi diranno se l’attività economica americana sta tenendo, soprattutto dopo un trimestre in cui i consumi sono rimasti forti ma il PIL headline ha rallentato.

Il terzo tema sarà ancora la stagione delle trimestrali. La settimana vedrà risultati importanti da società come AMD, Sandisk, Datadog, Cloudflare, Eli Lilly e, soprattutto, SpaceX, alla sua prima trimestrale da società quotata. (investors.com)

Il quarto tema sarà il petrolio. Reuters ha segnalato nuove tensioni nello Stretto di Hormuz, con l’Iran che ha dichiarato di aver bloccato o respinto alcune navi. Finché Hormuz resta instabile, il rischio energia rimane il principale canale attraverso cui la geopolitica può tornare a colpire inflazione e tassi. (Reuters)

Calendario macro della settimana successiva

Giorno Indicatore / evento Area Perché conta
Lunedì 3 agosto ISM manifatturiero USA Stato dell’industria e pressioni sui prezzi
Lunedì 3 agosto PMI manifatturieri finali Europa / globale Conferma su ciclo industriale
Martedì 4 agosto JOLTS job openings USA Domanda di lavoro e pressioni salariali
Martedì 4 agosto Factory orders USA Investimenti e ciclo industriale
Mercoledì 5 agosto ADP Employment Report USA Anticipo sul lavoro privato
Mercoledì 5 agosto ISM servizi USA Dato chiave sui servizi e sull’inflazione
Mercoledì 5 agosto Trimestrali AMD / Datadog / Cloudflare USA / tecnologia AI, cloud e software
Giovedì 6 agosto Richieste sussidi disoccupazione USA Segnale ad alta frequenza sul lavoro
Giovedì 6 agosto Bank of England Regno Unito Tassi e inflazione UK
Giovedì 6 agosto Trimestrale Eli Lilly USA / healthcare Peso rilevante nel settore salute
Venerdì 7 agosto Employment Report luglio USA Dato più importante della settimana
Venerdì 7 agosto Trade balance USA / Cina Commercio globale e tariffe
Tutta la settimana Petrolio e Stretto di Hormuz Globale Rischio energia e inflazione

Conclusione

La settimana 31/2026 ha dato ai mercati una boccata d’ossigeno, ma non ha cancellato i rischi. S&P 500, Nasdaq e Dow hanno chiuso in rialzo, Amazon e Microsoft hanno riportato fiducia nella tecnologia, Bitcoin si è stabilizzato sopra area 64.000 dollari e l’oro ha recuperato terreno.

Ma sotto la superficie restano diversi punti di tensione: Fed poco chiara, rendimenti lunghi in salita, petrolio ancora vulnerabile a Hormuz e crescita americana in rallentamento. Il mercato azionario continua a credere nella forza degli utili, ma il mercato obbligazionario sta chiedendo più prudenza.

La prossima settimana il test sarà il lavoro americano. Se i dati confermeranno un rallentamento ordinato, i mercati potrebbero continuare a recuperare. Se invece dovesse emergere un indebolimento più serio, oppure un mercato del lavoro ancora troppo forte per la Fed, la volatilità potrebbe tornare rapidamente.

 

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