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Gli investitori indiani hanno mostrato una preferenza sempre più marcata per il possesso di azioni piuttosto che per operazioni intraday rapide nell’anno fiscale 2025-26, nonostante i mercati abbiano affrontato deflussi esteri, shock geopolitici e una correzione dai massimi storici. Secondo il Rapporto Annuale della Sebi 2025-26, i rapporti tra quantità e valore delle operazioni di consegna nel mercato azionario sono aumentati fino a circa il 30% durante l’anno. Questo cambiamento riflette una tendenza simile a quella sostenuta da molti veterani del mercato, tra cui Warren Buffett, che ha spesso affermato che la vera ricchezza si costruisce possedendo buone aziende attraverso le fluttuazioni, piuttosto che inseguendo ogni movimento a breve termine.
La Sebi ha dichiarato che questo trend indica un miglioramento nella qualità della partecipazione al mercato e dimostra una crescente preferenza per il possesso di asset rispetto all’attività speculativa intraday. Questo cambiamento è avvenuto in un anno difficile per le azioni indiane. L’indice Nifty ha raggiunto un massimo storico di 26.328 all’inizio di gennaio 2026, ma ha successivamente corretto del 15,2% dal suo picco a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’indice ha chiuso l’anno fiscale 2026 con un calo annuale del 5,1%. In termini di dollari, la caduta è stata più marcata, raggiungendo il 13,9%, influenzata sia dalla debolezza del mercato sia da un forte deprezzamento della rupia.
Investitori resistono alla volatilità
L’aumento dei rapporti di consegna suggerisce che un numero maggiore di investitori stia acquistando azioni per tenerle piuttosto che limitarsi a operazioni per movimenti di prezzo a breve termine. In termini di mercato, le operazioni di consegna sono generalmente considerate un segnale più forte di possesso. Le operazioni intraday vengono chiuse nella stessa giornata, mentre le operazioni di consegna si trasferiscono nel conto demat dell’investitore. Un rapporto di consegna più elevato indica che una parte maggiore dell’attività di trading si sta trasformando in possesso reale di azioni.
Questo è avvenuto nonostante un raffreddamento dell’attività complessiva nel mercato azionario. Il volume totale di scambi nel segmento azionario di cassa è diminuito del 6,8%, attestandosi a 280 lakh crore di rupie nel 2026. La Sebi ha riferito che questa moderazione è stata influenzata da preoccupazioni relative alle valutazioni e da un spostamento di parte dei risparmi al dettaglio verso asset rifugio come oro e argento.
La base retail continua a espandersi
Il comportamento più profondo degli investitori si inserisce in una tendenza più ampia nel settore retail. Il numero totale di conti demat è salito a 22,5 crore, sostenuto da un onboarding digitale semplificato e dalle app di trading mobile offerte dai broker a basso costo.
Nel contempo, gli investitori istituzionali nazionali hanno svolto un ruolo fondamentale come ammortizzatori. Gli investitori istituzionali nazionali (DII) hanno registrato afflussi netti di 8,5 lakh crore di rupie nel 2026, sostenuti da flussi costanti nei piani di investimento sistematico (SIP) dei fondi comuni. La loro partecipazione azionaria è aumentata fino a un massimo storico del 17% a marzo 2026, mentre la partecipazione degli investitori esteri (FPI) è scesa a un minimo di 15 anni, fissandosi al 15,8%.
La speculazione si attenua in F&O
Il cambiamento verso un trading meno orientato al breve termine è stato evidente anche nei derivati. I volumi dei contratti di opzione sono diminuiti del 51,5% dopo che la Sebi ha inasprito le normative, aumentando le dimensioni dei contratti, razionalizzando le scadenze settimanali, e introducendo la raccolta anticipata dei premi e una maggiore tassa sulle transazioni di sicurezza.
Il messaggio che emerge dall’anno fiscale 2026 è chiaro. Gli investitori indiani non sono scomparsi quando i mercati sono diventati volatili. Molti hanno operato con meno aggressività, hanno acquistato di più per la consegna e hanno mantenuto il flusso di capitale attraverso le istituzioni nazionali. In un anno in cui gli investitori esteri si sono ritirati, gli investitori locali si sono comportati più come proprietari che come speculatori.