
Mediobanca chiude il primo semestre con risultati record
«Abbiamo concluso il primo semestre dell’anno con ricavi e utile netto ai massimi storici, dimostrando una performance solida che ci aspettiamo di mantenere nei prossimi mesi, nonostante il contesto operativo e di mercato caratterizzato da alta incertezza». Queste sono le dichiarazioni dell’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril, che ha presentato i risultati di Mediobanca al 30 giugno 2026, il primo bilancio semestrale approvato dopo l’integrazione con il gruppo Monte dei Paschi. Melzi d’Eril ha sottolineato che questo semestre «costituisce una base solida per continuare efficacemente il processo di integrazione con Banca Mps, sul quale rimaniamo completamente focalizzati».
Risultati finanziari
L’utile netto di Mediobanca è aumentato a 711,2 milioni di euro, con un incremento del 5,9% rispetto a giugno 2025, mentre i ricavi hanno raggiunto 1.948,2 milioni, segnando un +6,1%. Il risultato operativo lordo ha toccato i 1.172,9 milioni, in crescita dell’11,9%, grazie a un aumento dei ricavi e a una diminuzione dei costi, che si sono attestati a 775,3 milioni. Il rapporto tra costi e ricavi è sceso al 39,8%, con un miglioramento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il ROTE è al 14,9% e il CET1 al 15,9%. Nonostante un carico fiscale maggiore, con un’aliquota effettiva salita dal 23% al 27,8% a causa della legge di bilancio 2026, e un aumento delle rettifiche su crediti da 98,2 a 167,7 milioni, il costo del rischio si è mantenuto a 54 punti base. Nella seconda parte del semestre, tra aprile e giugno, i ricavi hanno superato il miliardo di euro e l’utile netto ha raggiunto 388,5 milioni, con un incremento del 20% rispetto al trimestre precedente. Melzi d’Eril ha commentato che «un’attività commerciale vivace nel settore del Consumer Finance e un’accelerazione delle commissioni nell’ultimo trimestre, soprattutto nelle attività di Corporate & Investment Banking, hanno compensato la fase di stabilizzazione del Wealth Management».
Il contesto del mercato
Il settore del corporate e investment banking ha registrato il miglior semestre di sempre, con ricavi pari a 493 milioni (+13%) e un utile netto di 172 milioni (+29%), sostenuti dall’attività di advisory in un mercato europeo delle fusioni e acquisizioni cresciuto del 67% in termini di volumi annunciati. Il credito al consumo ha chiuso con un utile stabile a 205,8 milioni e erogazioni per 5,3 miliardi (+12%). Le assicurazioni Generali e altri investimenti hanno contribuito con 285,9 milioni, mentre le Holding Functions hanno ridotto la perdita da 60,9 a 28,7 milioni. Al contrario, il wealth management ha subito un impatto negativo a causa di componenti non ricorrenti e di una tassazione più elevata: i ricavi sono scesi a 447 milioni (-5%) e l’utile a 81 milioni (-33%), con masse gestite aumentate a 117 miliardi e deflussi netti diminuiti da 1,1 miliardi a 300 milioni nel secondo trimestre.
Prospettive future
Per l’intero esercizio, Mediobanca prevede una crescita dei ricavi in un range medio a singolo numero, un costo del rischio intorno a 55 punti base e un aumento dell’utile netto a doppia cifra, nonostante i maggiori oneri legati all’integrazione. Tuttavia, si mantiene un margine di cautela, poiché «è necessaria prudenza a causa dell’incertezza economica legata agli scenari macroeconomici e all’evoluzione della governance nella nuova ondata di consolidamento bancario».







