
Leonardo Maria Del Vecchio ristruttura la governance di Lmdv Fin
Leonardo Maria Del Vecchio ha deciso di riformare la governance della sua società Lmdv Fin, introducendo un consiglio di amministrazione per una gestione più efficiente. Venerdì 24 luglio, Del Vecchio Jr ha rassegnato le dimissioni dalla carica di amministratore unico, delegando la direzione della finanziaria a un consiglio composto da tre membri. Leonardo Maria Del Vecchio è stato nominato presidente, affiancato da Gabriele Benedetto, membro del Cda di Lmdv Capital e leader del gruppo editoriale, e da Gaia Dal Pozzo, anch’essa parte della scuderia di Lmdv Capital.
Il consiglio parte con tre membri, ma lo statuto consente all’azionista di aumentare il numero degli amministratori fino a un massimo di nove. Leonardo Maria mantiene comunque il controllo totale, potendo nominare e revocare i membri del consiglio senza necessità di convocare un’assemblea, della quale sarebbe comunque l’unico partecipante.
Motivazioni della creazione del Cda
In questa fase iniziale, non sono previsti compensi per i membri del consiglio di amministrazione, sebbene sia possibile attribuire remunerazioni specifiche per eventuali cariche particolari. La scelta di dotare la Fin di un Cda è stata motivata dalla necessità di garantire maggiore efficienza, considerando il contesto in cui opera la società e la sua continua evoluzione.
Il contesto di Lmdv Fin
Negli ultimi mesi, Lmdv Fin è stata al centro dell’attenzione mediatica poiché, secondo le intenzioni di Leonardo Maria, avrebbe dovuto fungere da veicolo per acquisire le quote di Delfin detenute dal fratello Luca e dalla sorella Paola. L’operazione, del valore complessivo di 10 miliardi di euro, sarebbe stata finanziata tramite un prestito di 11 miliardi concesso da un consorzio di banche, utile anche a ristrutturare l’esposizione personale di Leonardo Maria. Tuttavia, l’assemblea dei soci di Delfin del 30 giugno ha bloccato per il momento questo piano, interrompendo la scalata della holding di famiglia da parte del più audace dei fratelli Del Vecchio.
Le difficoltà con Delfin
Nonostante ciò, Lmdv Fin rimane cruciale per le strategie di Leonardo Maria, che spera di trasferire nel veicolo la propria partecipazione in Delfin, corrispondente al 12,5% della holding. Durante l’assemblea di fine giugno, i soci hanno richiesto di conferire le loro quote in società personali per renderle bancabili. Sebbene Delfin stia opponendo resistenza, la situazione potrebbe cambiare, dato che il diritto lussemburghese impedisce a una società di vincolare indefinitamente la presenza di un azionista nel capitale. In autunno, potrebbero essere coinvolti esperti per valutare le quote, partendo dal valore netto degli attivi della holding.