
TL;DR
L’intervento di 90 miliardi di dollari sullo yen, coordinato tra Stati Uniti e Giappone, riaccende il dibattito sulle possibilità delle banche centrali di influenzare i tassi di cambio.
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L’intervento ha coinvolto circa 13,8 trilioni di yen in due sedute.
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Non è il più grande mai effettuato, ma è significativo per la sua rapidità e per il coinvolgimento americano.
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La debolezza dello yen è dovuta a fondamentali economici, non solo alla speculazione.
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I rendimenti in dollari (3,5-3,75%) superano quelli in yen (1%), incentivando il carry trade.
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Gli interventi valutari possono correggere movimenti temporanei, ma difficilmente cambiano i fondamentali economici.
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Dopo l’intervento, lo yen ha guadagnato inizialmente oltre il 5%, ma il dollaro è tornato a salire.
- L’efficacia dell’intervento dipenderà dalla politica monetaria giapponese e dalle aspettative sui tassi futuri.