
Fondata 35 anni fa a Torino con l’obiettivo di supportare i soci di Reale Mutua, la startup Blue Assistance è diventata un attore di riferimento nel panorama nazionale dell’assistenza sanitaria, integrando un forte componente tecnologica. Con un fatturato previsto di quasi 60 milioni di euro per il 2025, l’azienda gestisce i servizi assicurativi per diverse compagnie, esplorando anche il campo della telemedicina attraverso il Blue Health Center, che attualmente rappresenta già il 10% del fatturato totale. La direzione è affidata all’amministratore delegato Marco Mazzucco.
«La nostra crescita in termini di ricavi e risorse è stata sostenuta dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale. Grazie a queste innovazioni, abbiamo migliorato l’efficienza senza compromettere il nostro personale. Utilizzando l’AI, possiamo gestire in modo quasi automatico la liquidazione dei sinistri più semplici, come scontrini da 50-60 euro, in un processo completamente digitalizzato che prevede sempre l’intervento di operatori umani».
In che modo è cambiata la relazione con i clienti?
«Nonostante l’ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale, gran parte del nostro lavoro relazionale rimane di natura umana. Riceviamo quotidianamente circa 6.000 telefonate e 1.500 email. Abbiamo un team di professionisti altamente qualificati che garantisce un servizio di assistenza di elevata qualità. L’interazione è fondamentale, poiché chi ci contatta ha necessità di informazioni che possiamo fornire dalla nostra sede principale di Torino».
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La vostra attenzione alla tecnologia ha portato alla creazione di uno spin-off nel campo della telemedicina.
«Abbiamo creduto nel potenziale della telemedicina anche prima della pandemia, ma con l’emergenza sanitaria abbiamo accelerato i processi. Le richieste di teleconsulti sono aumentate notevolmente. Nel marzo 2023 abbiamo lanciato Blue Health Center, la prima struttura sanitaria digitale autorizzata dal Piemonte a operare tramite una piattaforma. Offriamo un servizio attivo 24 ore su 24 con medici di base e pediatri, oltre a televisite e consulti con specialisti come cardiologi, geriatri, nutrizionisti e, sempre più frequentemente, psicologi. La salute mentale è un settore in forte espansione».
Qual è l’impatto di Blue Health Center sui ricavi?
«Questa iniziativa ha già raggiunto quasi il 10% del nostro fatturato, e prevediamo una crescita significativa nei prossimi anni. La piattaforma è molto apprezzata dalle aziende nel contesto del welfare aziendale e rimane accessibile, non solo in termini di costi. Si tratta di un servizio, non di una polizza: non ci sono questionari sanitari né restrizioni legate all’età o a patologie preesistenti. È fruibile da chiunque, da un diciottenne a un ottantenne, comprese le persone con condizioni croniche».
Reale Group, di cui Blue Assistance è parte, ha recentemente acquisito il 78% di Lifenet, un network con 450 milioni di euro di ricavi e 1.102 posti letto in cinque regioni. Quale sarà l’effetto su Blue Assistance?
«Ci aspettiamo un impatto positivo per entrambe le realtà. Lifenet ha una presenza territoriale capillare, spesso nelle stesse aree in cui abbiamo soci e clienti. Questo ci permetterà di migliorare l’assistenza e di creare sinergie. Avremo accesso a competenze sanitarie che non saranno più solo frutto di accordi commerciali, ma garantiranno il supporto di team interni. Il nostro obiettivo è essere percepiti come un ecosistema integrato, piuttosto che come entità separate».
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Quali sono le vostre aspettative per il 2026?
«Ci aspettiamo che i progetti di automazione avviati negli ultimi anni inizino a dare i loro frutti. Vogliamo continuare a crescere, focalizzandoci sull’assistenza domiciliare e sul network delle farmacie, che sono diventate un punto di riferimento fondamentale per le necessità immediate. La nostra ambizione è rimanere tra i principali gestori terzi nel settore della salute, che si prevede crescerà significativamente nei prossimi anni».
Nel 2028 Reale Mutua festeggerà il suo bicentenario. Come si confronta con le insurtech, considerando due secoli di storia?
«Duecento anni di storia, senza sentirli. Abbiamo un gruppo manageriale coeso, nonostante le diverse realtà interne: una banca, una società di servizi e due compagnie assicurative. Questa diversificazione ci conferisce solidità e, paradossalmente, agilità. Reale Mutua ha una lunga storia, ma Blue Health Center è a tutti gli effetti una startup con tre anni di esperienza. Non avendo azionisti con logiche a breve termine, possiamo pianificare con una visione a lungo termine. I 200 anni si riflettono nei nostri valori e nella nostra cultura, mentre come azienda ci consideriamo giovani e moderni, mantenendo viva la tradizione».