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Scuola: tra testi, zaini e pennarelli, una spesa di 1.400 euro per gli studenti.

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Scuola: tra testi, zaini e pennarelli, una spesa di 1.400 euro per gli studenti.

Settembre si avvicina e i pacchi iniziano ad accumularsi nelle portinerie. Gli ordini effettuati online alla fine dell’estate si moltiplicano, con i corrieri che suonano ai citofoni e i supermercati che offrono sconti del 15%. Nelle librerie di quartiere, i genitori si mettono in fila con le liste dei testi da acquistare.

Secondo l’Associazione Italiana Editori, i prezzi dei libri di testo aumentano meno dell’inflazione, che si attesta al 2,9%: +2,3% per le scuole medie e +1,8% per le superiori. Giorgio Riva, presidente del gruppo Educativo dell’AIE, sottolinea che «i prezzi vengono fissati a gennaio e non possono essere modificati nel corso dell’anno». Riva osserva che, considerando le adozioni effettive, si registra un calo della spesa media del 1,4% rispetto all’anno precedente, affermando: «Siamo uno dei pochi settori che è riuscito a ridurre la spesa media per le famiglie». Questo rappresenta una protezione che non è offerta da altre categorie del "back to school", che includono zaini e cancelleria.

Tuttavia, il paradosso rimane. Sebbene i prezzi dei singoli libri aumentino meno dell’inflazione, la spesa totale per la scuola continua a gravare sulle famiglie. Questo è dovuto alla diminuzione del potere d’acquisto degli italiani. La spesa per i libri ammonta a 1.250 euro per il ciclo delle superiori e 580 euro per quello delle medie. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fornito dati dettagliati: la spesa media per studente, escluse le spese per i dizionari, è di 190 euro per la scuola secondaria di primo grado, 279 euro per i licei, 241 euro per gli istituti tecnici e 167 euro per le scuole professionali.

Un settore in difficoltà si fa sentire: il fatturato è calato del 2% per il secondo anno consecutivo, con una diminuzione degli studenti di 600.000 unità (-7%) tra il 2019 e il 2024. Riva spiega che gli editori hanno contenuto gli aumenti per non gravare ulteriormente sulle famiglie, nonostante i costi siano aumentati anche a causa dell’inflazione. Tra le cause, cita «tre riforme ministeriali quasi simultanee – Primo Ciclo, Istituti Tecnici e Licei (in arrivo) che stravolgono la pianificazione editoriale pluriennale». La richiesta di Riva rimane invariata: «La detrazione fiscale per i libri, come già esiste per la salute, lo sport e gli animali domestici». Con il Ministro Valditara, afferma, «c’è totale condivisione». Tuttavia, attualmente, libri e cancelleria non sono inclusi nel modello 730.

Sul fronte pubblico, il budget del Ministero dell’Istruzione e del Merito è in aumento, ma editori e rappresentanti dei genitori concordano: «Il sistema di aiuti va riformato». Il fondo nazionale per i libri gratuiti alle famiglie a basso reddito è aumentato da 133 milioni nel 2022 a 137 milioni per il biennio 2024-25, fino a 139 milioni per il 2026-27, un incremento che il Ministero rivendica come «superiore all’inflazione». Tuttavia, nella pratica, il sistema rimane complesso: le soglie ISEE variano da regione a regione, i bandi si aprono e chiudono in tempi diversi, e i voucher spesso arrivano solo dopo che le famiglie hanno già anticipato le spese.

Per le famiglie, la richiesta del Moige va oltre quella degli editori: non si chiede solo una detrazione, ma una deducibilità totale, «non solo per i libri, ma anche per i materiali scolastici, indipendentemente dall’Isee, una situazione vergognosa che ci contraddistingue in Italia», afferma Antonio Affinita, direttore generale dell’associazione. «Le spese scolastiche devono essere completamente dedotte dal reddito», sottolinea. «Non possiamo affrontare un salasso ogni settembre senza poterci rimborsare». Il rallentamento dei prezzi non lo rassicura: «È poco confortante che siano aumentati meno dell’inflazione; ciò che preoccupa è l’importo totale, ogni anno quasi una tredicesima in meno per chi ha due figli. Le famiglie sono la parte più vulnerabile del sistema», aggiunge, «l’unico anello che non può reagire a rincari e salari inadeguati». L’ideale, secondo Affinita, andrebbe oltre la deducibilità: «L’obiettivo dovrebbe essere la gratuità dei libri per le famiglie, considerando che già contribuiamo abbondantemente alle spese scolastiche tramite le tasse». Questo approccio avvicina l’Italia a modelli europei in cui i libri sono forniti in comodato d’uso gratuito.

Inoltre, i libri rappresentano solo metà della spesa totale: zaini, astucci e diari registrano aumenti superiori, con un incremento del 3,7% secondo le rilevazioni più recenti. Il costo di uno zaino di marca può arrivare a 200 euro, 60 euro per un astuccio completo e quasi 40 euro per un diario. Tra libri e materiali, le stime indicano che la spesa totale per studente sfiora i 1.400 euro. Gli editori cercano di ridurre i listini, il Ministero aumenta i limiti di spesa e il budget, ma il conto di settembre rimane invariato: puntuale come una tassa non scritta in nessuna legge. Quest’anno si profila come un periodo di spese invisibili.

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