Olio, confronto Italia-Spagna: Coricelli propone 500 milioni per Deoleo.

La Contesa tra Italia e Spagna per il Controllo di Deoleo

I media internazionali hanno definito quella in corso come "la battaglia tra Italia e Spagna per l’olio d’oliva". Questo è il contesto in cui si sviluppa la competizione per il controllo di Deoleo, un gruppo anglo-iberico che possiede marchi noti come Carapelli, Bertolli, Dolcemio, Giglio Oro, Carbonell e Koipe. Recentemente, è stata ufficializzata la proposta avanzata da Coricelli, produttore di olio umbro, tramite la sua controllante spagnola Farmers Elite, per acquisire l’intera azienda. L’offerta ammonta a 500 milioni di euro, superando le proposte di circa 460 milioni presentate dalla cooperativa andalusa Dcoop, famosa per i marchi Acorsa, Cordoliva e Olivabella, e da Acesur, proprietaria di Coosur e La Española. Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo elEconomista, un accordo di esclusiva potrebbe essere firmato a breve, aprendo la strada alla due diligence, con Coricelli che ha stabilito la fine del mese come termine per l’accettazione della propria offerta.

Recentemente, i rumors legati a questa operazione hanno fatto impennare il titolo di Deoleo, che ha registrato un aumento di oltre il 40% nelle ultime cinque sedute e del 161% nell’ultimo anno. Tuttavia, nella giornata di ieri, il titolo ha subito una flessione del 2% alla Borsa di Madrid, in parte a causa delle resistenze politiche sollevate dall’accordo con la holding guidata dalla famiglia Coricelli.

Deoleo ha comunicato alla Comisión Nacional del Mercado de Valores (Cnmv), l’autorità di vigilanza spagnola, che i due principali azionisti, Cvc (con una partecipazione del 50,9%) e Alchemy (40,3%), stanno valutando la vendita delle proprie quote. Tra le opzioni in discussione c’è la vendita dell’intera partecipazione. Tuttavia, il potenziale passaggio di mano di Deoleo ha suscitato preoccupazioni a Madrid. Il ministero dell’Agricoltura spagnolo considera l’olio un prodotto agroalimentare strategico e sta monitorando attentamente il ruolo che il gruppo riveste negli Stati Uniti, dove Deoleo è uno dei principali attori e dove la Spagna teme di perdere terreno con un cambiamento nella proprietà.

Per contrastare l’avanzata italiana, il governo spagnolo sta considerando l’adozione di uno strumento anti-opa, introdotto nel 2020 per proteggere le aziende quotate, che richiede un’autorizzazione preliminare per l’acquisto di quote significative in imprese ritenute sensibili. Sebbene tale misura sia stata pensata principalmente per i capitali extraeuropei, è stata ampliata anche agli investitori europei nei casi in cui le cifre in gioco siano elevate, e sarà valida fino alla fine dell’anno. Tuttavia, l’agroalimentare non è attualmente incluso tra i settori protetti da questa normativa, che riguarda invece energia, telecomunicazioni, difesa, trasporti e tecnologie critiche.

La stampa spagnola riporta che potrebbero essere studiate azioni in questo senso. Fondata nel 2015 a Siviglia, Farmers Elite, la holding che controlla Coricelli e ha presentato l’offerta, ha registrato ricavi per 750 milioni nel 2025 e possiede i marchi Abasa e Pietro Coricelli. Quest’ultimo, il marchio più noto della famiglia, è legato a un’azienda fondata nel 1939 e oggi guidata dalla terza generazione, con Chiara Coricelli nel ruolo di presidente e amministratrice delegata. Sotto la sua direzione, il fatturato è aumentato da poco più di cento milioni di euro a circa 400 milioni in cinque anni.

Fonti vicine alla questione hanno rivelato che la proposta da 500 milioni di euro garantirebbe la preservazione della configurazione attuale di marchi, produzione e dipendenti, senza compromettere la presenza spagnola nel settore, dato che Farmers Elite è anch’essa un’azienda spagnola. Tuttavia, rimane da affrontare la crescente tensione attorno a questa contesa. Nella proposta concorrente, guidata da Dcoop, che si configurerebbe come un gruppo da circa 1,6 miliardi, si era ipotizzato l’ingresso di Bonifiche Ferraresi come "partner per il controllo operativo di Carapelli", ma al momento tale opzione sembra essersi affievolita.

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