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Qual è il valore della stabilità del governo Meloni per i mercati e gli investitori?

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Qual è il valore della stabilità del governo Meloni per i mercati e gli investitori?

Quattro anni di stabilità del governo Meloni hanno contribuito a migliorare la percezione del rischio Paese, con una diminuzione dello spread e una performance positiva di Piazza Affari, che si è distinta in Europa. Carlo Altomonte, prorettore della Sda Bocconi di Milano e direttore del Pnrr Lab, ha condiviso con Adnkronos le sfide future per tradurre la fiducia in crescita economica.

Professor Altomonte, in che modo la stabilità politica del governo Meloni influisce sui mercati e sugli investitori?

"Ha un impatto significativo, poiché gli investitori cercano un ambiente giuridico e finanziario stabile, dove i rischi legati agli investimenti siano gestibili e, per quanto possibile, prevedibili. È essenziale avere un contesto in cui inflazione e spesa pubblica siano sotto controllo. In questo senso, quattro anni di stabilità governativa, accompagnati da un’agenda di investimenti concordata con l’Europa tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dalla supervisione dei conti pubblici da parte del Ministero dell’Economia, sono stati percepiti positivamente dai mercati."

La riduzione dello spread e il miglioramento della percezione del rischio Italia sono attribuibili alla stabilità politica?

"Assolutamente. Lo spread è tornato a livelli che non si osservavano da prima della crisi finanziaria. Questo è stato influenzato dalla disponibilità dei fondi Pnrr e dalla capacità di utilizzarli, che dipende dalla stabilità politica. Inoltre, la coerenza dell’Italia nel gestire le grandi crisi europee, come la guerra russo-ucraina e la crisi energetica, ha giocato un ruolo cruciale. Tutti questi fattori hanno contribuito a portare lo spread a valori molto bassi."

Piazza Affari ha mostrato un’ottima performance, soprattutto in alcuni settori. Quali sono le cause?

"Piazza Affari ha registrato risultati positivi, inserita in un contesto di mercati internazionali favorevoli. La stabilità politica ha avuto un ruolo, ma anche il cambiamento nella curva dei tassi d’interesse. Siamo tornati a una situazione più normale, in cui i tassi a breve termine sono inferiori a quelli a lungo termine, favorendo settori come quello bancario ed energetico, che sono predominanti nella Borsa italiana. Questa combinazione di fattori ha sostenuto i settori chiave di Piazza Affari."

Perché la stabilità politica non si traduce ancora in una crescita del PIL più significativa?

"È importante considerare il contesto attuale. Cosa significa una crescita adeguata in un periodo caratterizzato da eventi come la crisi energetica e la guerra russo-ucraina? È sorprendente che l’Italia non sia entrata in recessione nonostante queste sfide. La stabilità politica e finanziaria, insieme alle politiche europee, hanno permesso al Paese di affrontare queste crisi, avviandosi verso una crescita che potrebbe superare le aspettative per quest’anno. Pertanto, non ritengo che i risultati di crescita siano così negativi considerando lo scenario attuale."

Con un debito pubblico così elevato, c’è il rischio che un cambiamento nella politica di bilancio possa compromettere la situazione?

"La questione dipende dalla coerenza delle politiche economiche future. È fondamentale mantenere sotto controllo i conti pubblici, dato che la crescita rimane fragile. Quando la crescita nominale è inferiore al costo del debito, la gestione di un debito elevato diventa complessa. Non possiamo aspettarci che i tassi d’interesse tornino ai livelli molto bassi del passato. È cruciale prestare attenzione alla stabilità dei conti pubblici, mentre si sostiene la crescita e si utilizzano i fondi europei per finanziare le transizioni digitale e verde. È essenziale favorire anche l’impiego di capitali privati per stimolare la crescita. Non basterà la stabilità politica; sarà necessaria una politica economica coerente e credibile. Finora abbiamo seguito quanto concordato con Bruxelles sul Pnrr, ma ora dobbiamo delineare una strategia per la crescita futura."

Qual è, secondo lei, il principale dividendo economico della stabilità del governo Meloni: spread, Borsa, investimenti esteri o fiducia delle imprese?

"Attualmente, la fiducia è probabilmente l’aspetto più rilevante, poiché rappresenta la condizione necessaria per qualsiasi tipo di investimento, incluso quello estero. Tuttavia, è cruciale andare oltre. Le nostre imprese stanno assumendo, ma non stanno investendo a sufficienza. Questo è un problema da affrontare. Dobbiamo trovare una nostra strada per crescere in modo più sostenibile. È necessario che il governo fornisca indicazioni più chiare sulla politica economica per i prossimi anni. Dopo aver guadagnato stabilità e credibilità nei mercati, la vera sfida è ora trasformare questi elementi in investimenti e crescita."

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