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L’Istat: ‘Nel 2025 il deficit sarà al 3,1%’. La procedura di infrazione rimane, Giorgetti esprime dispiacere – Aggiornamenti.

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L’Istat: ‘Nel 2025 il deficit sarà al 3,1%’. La procedura di infrazione rimane, Giorgetti esprime dispiacere – Aggiornamenti.

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in relazione al Pil ha raggiunto nel 2025 il -3,1%, in miglioramento rispetto al -3,4% del 2024. Questa informazione è stata fornita dall’Istat, che ha confermato i dati già comunicati ad aprile.

Nel 2025, il tasso di crescita del Pil in volume ha registrato un incremento dello 0,6%, con un miglioramento di 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni di marzo. Secondo le statistiche sui conti economici nazionali 2010-2025 dell’Istat, nel 2024 il Pil in volume è aumentato dell’1,1%, con una revisione positiva di 0,3 punti percentuali.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha espresso il suo rammarico riguardo ai dati definitivi sul rapporto Deficit-Pil per il 2025, affermando che l’Italia non potrà uscire anticipatamente dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come sperato. Tuttavia, ha aggiunto che questa situazione potrebbe cambiare nel 2027, in linea con quanto già indicato nel Documento di economia e finanza.

Nel 2025, la pressione fiscale è salita al 42,9% del Pil, evidenziando un incremento di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente, come segnalato dall’Istat.

### Ue: “Per uscire dalla procedura a novembre, il deficit 2025 deve essere sotto il 3%”

Per permettere alla Commissione Europea di proporre l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo a novembre, il dato sul deficit 2025, comunicato a Eurostat il 21 ottobre, deve risultare inferiore al 3% del Pil. Un portavoce dell’esecutivo Ue ha chiarito che affinché la Commissione possa raccomandare l’abrogazione della procedura nel pacchetto autunnale del Semestre europeo, la notifica di ottobre 2026 deve mostrare un deficit per il 2025 al di sotto della soglia del 3% del Pil.

### Salvini: “Surreale che l’Italia dipenda da logiche dello zero virgola”

Il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha commentato la situazione sottolineando che è “surreale” che l’Italia, seconda potenza industriale d’Europa, debba fare affidamento su un margine così esiguo per determinare la possibilità di investire nel futuro. Ha messo in evidenza come il valore di 0,1 punti percentuali stia condizionando l’uscita dalla procedura d’infrazione, ma ha ribadito che questo non influenzerà la volontà del governo di investire e innovare.

### Patuelli: “Deficit? Le banche hanno già dato, indisponibili a non mantenere i patti”

Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha affermato che le banche hanno già fatto la loro parte per sostenere l’economia e sono fermamente intenzionate a rispettare gli accordi. Ha commentato l’eventualità di un ulteriore contributo da parte degli istituti di credito alla luce dei dati sull’indebitamento e sul deficit-Pil per il 2025, sottolineando che l’Italia non uscirà anticipatamente dalla procedura di infrazione.

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