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Mps, assemblea sulla fusione con Mediobanca. Tuttavia, il consiglio di amministrazione è in disaccordo.

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Mps, assemblea sulla fusione con Mediobanca. Tuttavia, il consiglio di amministrazione è in disaccordo.

Analisi del Consiglio di Amministrazione di Mps: Un Passo Decisivo verso il Riassetto Bancario

Il recente consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena (Mps) si è protratto per diverse ore ed è stato caratterizzato da momenti di tensione. Per la prima volta dopo mesi di funzionamento incompleto, il board ha operato al completo. Tra i temi trattati, è stata discussa l’integrazione dell’ordine del giorno per l’assemblea straordinaria prevista per il 29 ottobre, dove si dovrà approvare una doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali. L’ordine del giorno è stato arricchito con vari punti, tra cui l’approvazione del progetto di fusione di Mediobanca con il Monte e il trasferimento della quota del 13,3% detenuta in Generali da Piazzetta Cuccia a Monte dei Paschi. L’approvazione di queste misure è avvenuta a maggioranza, evidenziando una nuova divisione tra i membri del consiglio.

Le decisioni che verranno votate mirano a consentire a Mps di distribuire tre miliardi di euro ai soci in azioni del Leone. È stata inclusa anche l’approvazione per una distribuzione in contante di un miliardo di euro a supporto delle offerte. Altri punti all’ordine del giorno riguardano la scissione parziale di Mediobanca Premier in favore di Widiba e lo scorporo di Mps a favore di Mediobanca Premier. Inoltre, l’assemblea del 29 ottobre dovrà confermare i due consiglieri cooptati dal Monte, Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone. Ottobre si preannuncia dunque come un mese cruciale per il riassetto del settore bancario, con l’Opas di Intesa in una posizione avvantaggiata, grazie ai tempi favorevoli e al sostegno del mercato. Infatti, i grandi fondi di investimento hanno già espresso un’ampia approvazione per il piano di Ca’ de Sass.

L’operazione avviata da Carlo Messina, dopo aver ricevuto l’ok dall’Ivass, è ora in una fase avanzata, con l’attenzione rivolta alla decisione della Bce, attesa intorno alla metà di ottobre. Se non ci saranno ritardi, la parola passerà alla Consob, con l’ipotesi che l’Opas possa partire già a novembre. La doppia offerta di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, tuttavia, deve prima superare l’assemblea straordinaria del 29 ottobre, dove tutte le proposte necessitano di una maggioranza qualificata di due terzi del capitale presente.

Il ministero dell’Economia, attualmente socio con una quota del 4,8% di Mps, ha già comunicato che non parteciperà all’assemblea e non voterà, dichiarandosi "neutrale" e seguendo le indicazioni del mercato. Anche Banco Bpm, con una quota del 3,7%, non dovrebbe partecipare al voto, poiché è oggetto dell’Ops lanciata da Mps. I soci francesi di Credit Agricole hanno già manifestato la loro preferenza per un’integrazione tra le loro attività italiane e quelle di Banco, e il loro 29,9% nel capitale di Bpm è fondamentale per il successo dell’operazione.

Opinione degli Analisti

Nel frattempo, gli analisti continuano a sostenere l’offerta di Intesa Sanpaolo, ritenendola l’opzione con il "miglior profilo rischio/rendimento" per gli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena. Questo grazie a una maggiore visibilità nella generazione di sinergie, una solidità patrimoniale superiore e una creazione di valore attesa più elevata, a fronte di un profilo di rischio contenuto. È quanto evidenziato in un report di Equita, advisor di Intesa Sanpaolo.

In particolare, si sta valutando la posizione di Credit Agricole, che detiene circa il 30% di Banco Bpm. La CFO, Clotilde L’Angevin, ha ribadito che l’opzione preferita sarebbe una fusione tra le attività italiane della banca francese e l’istituto di Piazza Meda. Il progetto di Mps, invece, presenta un rischio di esecuzione più elevato e assunzioni industriali sfidanti. Gli azionisti di Mps, rinunciando al premio offerto da Intesa Sanpaolo, non avrebbero alcuna visibilità sul perimetro finale della nuova entità, poiché le due offerte non sono vincolate tra loro e il successo di entrambe non è garantito, conclude Equita.

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