Home Economia Sam Altman: “È necessario accettare alcuni aspetti negativi per il progresso dell’IA”

Sam Altman: “È necessario accettare alcuni aspetti negativi per il progresso dell’IA”

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Sam Altman: “È necessario accettare alcuni aspetti negativi per il progresso dell’IA”

Intelligenza Artificiale: Riflessioni sul Progresso e i Rischi

Durante un’intervista per "Decoded", un nuovo podcast di Politico, Sam Altman, CEO di OpenAI, ha affermato: "Riteniamo che il mondo debba accettare che, per il progresso di questa tecnologia, possano verificarsi alcuni eventi negativi". La tecnologia a cui si riferisce è, ovviamente, l’intelligenza artificiale, sviluppata dalla sua azienda e da altre realtà globali nel settore degli algoritmi. Tuttavia, gli eventi negativi menzionati da Altman rimangono indefiniti e imprevedibili, tanto che neppure lui è in grado di anticiparli.

È importante notare che, secondo Anthropic, principale concorrente di OpenAI, i rischi associati all’intelligenza artificiale possono essere "catastrofici o esistenziali per l’umanità". Questa affermazione solleva interrogativi cruciali: dobbiamo davvero accettare il rischio di tali eventi negativi? Si tratta davvero di una scelta tra accettarli o rinunciare ai benefici del progresso dell’intelligenza artificiale? Le normative che hanno regolato il progresso scientifico e tecnologico in altri settori, come quello nucleare, farmaceutico, petrolifero e automobilistico, non possono essere applicate anche all’intelligenza artificiale? È necessaria una deroga specifica per questo campo, che giustifichi l’accettazione di rischi maggiori e imprevedibili?

Inoltre, chi dovrebbe avere il compito di decidere su tale accettabilità del rischio? Le dichiarazioni di Altman si collegano all’Accordo della Casa Bianca sulla Superintelligenza, sottoscritto il 29 settembre dai leader del settore tecnologico americano, il quale suggerisce che i responsabili delle aziende dovrebbero avere il potere di stabilire i criteri di accettabilità dei rischi. Questo obiettivo sembra essere condiviso anche dal governo degli Stati Uniti.

Ci troviamo di fronte a un cortocircuito democratico senza precedenti, caratterizzato da una convergenza di interessi economici, tecnologici e politici che porta a una concentrazione di potere senza precedenti. Gli elementi di questa "tempesta perfetta" potrebbero minacciare conquiste secolari della civiltà e mettere a rischio interi sistemi culturali, economici, giuridici e democratici.

Le ambizioni dei leader delle aziende tecnologiche, già pericolose di per sé, diventano ancor più rischiose quando ricevono il supporto di uno dei governi più potenti al mondo. Di fronte a una minaccia di tale portata, si possono considerare due risposte: una di merito e una di metodo.

In merito, solo il diritto può disinnescare la pericolosa situazione attuale. Non è accettabile l’autoregolamentazione o l’autoidentificazione della soglia di rischio. È fondamentale mantenere i regimi di responsabilità civile e penale per chi produce e distribuisce beni e servizi potenzialmente dannosi, esponendo le persone a rischi inaccettabili.

Questa è l’unica risposta sostenibile e utile, la stessa che ha garantito il progresso scientifico in settori che hanno portato benefici simili a quelli che l’intelligenza artificiale potrebbe offrire.

Per quanto riguarda il metodo, solo la comunità internazionale, a partire dalle Nazioni Unite, può affrontare con la necessaria determinazione questa sfida globale urgente e critica, che influisce sul futuro dell’umanità in tutte le sue dimensioni. Non c’è tempo da perdere: senza interventi adeguati, ci troviamo a un passo da una "Cernobyl" dell’intelligenza artificiale, con conseguenze devastanti che potrebbero colpire vari ambiti, tra cui quello biologico, sanitario, economico, culturale, educativo e democratico.

Esperto di IA e cultura digitale

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