Il premio rimane al di sotto della media: il Cda di Mps rifiuta il rilancio di Intesa Sanpaolo

Analisi della Risposta di MPS a Intesa Sanpaolo

Nessun grande annuncio, nessun rinvio dell’assemblea e nemmeno un cavaliere bianco all’orizzonte. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha comunicato una risposta chiara a Intesa Sanpaolo: l’aumento del corrispettivo in contante da 1 a 1,25 euro per azione non è sufficiente. Il Cda di MPS ha sottolineato che tale offerta non soddisfa le aspettative rispetto ai premi medi riconosciuti nelle operazioni pubbliche volontarie comparabili del settore bancario italiano.

Il consiglio ha preso atto della decisione di Intesa Sanpaolo di aumentare la componente in contante dell’offerta, ma ha evidenziato che il premio rimane inferiore rispetto a quello mediamente osservato nelle offerte simili nel settore, che si attesta intorno al 30% rispetto al prezzo ufficiale prima dell’annuncio.

Inoltre, MPS ha contestato le condizioni imposte da Intesa per la prosecuzione dell’offerta. Secondo MPS, la banca guidata da Carlo Messina avrebbe legato il proseguimento dell’operazione all’abbandono del progetto industriale di MPS, senza garantire alcuna certezza sul completamento della stessa offerta.

La risposta del Cda si articola su due fronti: da un lato, la valutazione del premio offerto agli azionisti; dall’altro, la difesa del piano industriale di MPS, finalizzato a valorizzare l’identità e l’integrità della banca. Il Cda ha confermato che il progetto di MPS, naturale evoluzione dell’operazione Mediobanca, presenta un solido razionale industriale ed economico, mirato a incrementare il valore per gli azionisti attraverso una maggiore scala, la diversificazione delle fonti di guadagno e una significativa partecipazione al capitale e al valore futuro del gruppo risultante.

In contrasto, MPS considera il piano di Intesa Sanpaolo come un’operazione che porterebbe alla disaggregazione delle attività del Monte in distinti perimetri proprietari e industriali, richiedendo ulteriori passaggi e autorizzazioni per arrivare alla configurazione finale.

Un altro aspetto rilevante riguarda il futuro di Siena e della Toscana. MPS riconosce l’importanza sottolineata da Intesa riguardo all’impatto industriale, occupazionale e istituzionale del territorio, ma lamenta la mancanza di impegni concreti e quantificabili su investimenti, livelli occupazionali, crescita del credito e funzioni da localizzare a Siena. Alcune iniziative, secondo MPS, sono ancora presentate come semplici ipotesi da considerare. Il futuro della città, si legge nella nota, non dipende unicamente dalla presenza di una sede o di un marchio, ma dalle funzioni decisionali e strategiche che saranno realmente esercitate sul territorio.

MPS richiama anche l’attenzione sul progetto presentato da Unipol con Bper, che costituisce una parte della narrativa di Intesa riguardo al futuro di Siena e della banca. Questo progetto, secondo MPS, non rappresenta un impegno diretto di Intesa e resta subordinato alla definizione del perimetro e alle necessarie autorizzazioni.

Nella difesa del proprio piano industriale, il Cda ha menzionato anche Generali, sostenendo che il progetto di MPS rafforzerebbe la presenza di un operatore nazionale indipendente, aumentando le opzioni per famiglie, imprese e territori. Al contrario, l’offerta di Intesa potrebbe portare a un ulteriore consolidamento del principale operatore bancario italiano, con una maggiore concentrazione in vari segmenti di attività. Questi aspetti sono attualmente oggetto di un’istruttoria da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Riguardo alle prossime mosse, il consiglio di amministrazione e il management di MPS hanno assicurato che continueranno a lavorare per tutelare gli interessi della banca e di tutti gli azionisti, valutando e perseguendo ogni iniziativa utile a massimizzare il valore delle loro partecipazioni.

Secondo fonti finanziarie interpellate dall’Adnkronos, l’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, potrebbe tentare di convincere i fondi durante l’assemblea, facendo leva anche sulle valutazioni dei proxy advisor, che devono ancora esprimersi. Tuttavia, questa manovra potrebbe risultare complessa, considerando il supporto di azionisti influenti all’offerta di Intesa Sanpaolo.

Nel frattempo, è giunta una nuova conferma della neutralità del governo in merito alla situazione attuale. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, ha dichiarato che ci sono due proposte strutturate e che saranno gli azionisti e il mercato a decidere il da farsi.

Antonio Tognoli, responsabile della macroanalisi di Cfo Sim, ha commentato il comunicato di MPS, definendolo come una strategia difensiva classica del Consiglio, con elementi di pressione sulle condizioni di prezzo e di promozione del proprio progetto industriale. Tognoli ha concluso affermando che sembra esserci un chiaro tentativo di indurre Intesa Sanpaolo a migliorare ulteriormente l’offerta in contante o a fornire ulteriori chiarimenti.

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