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Riparte la collaborazione tra Macron e Merz: accordo su auto e produzione europea – Notizie

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Riparte la collaborazione tra Macron e Merz: accordo su auto e produzione europea – Notizie

La locomotiva europea riparte: Francia e Germania hanno accantonato temporaneamente le divergenze e raggiunto un’intesa sul futuro del settore automobilistico e sui criteri del nuovo «made in Europe». Il compromesso tra le due principali economie dell’Ue riguarda due dossier centrali per l’agenda della competitività europea.

Berlino ottiene maggiore flessibilità rispetto agli obblighi di riduzione delle emissioni di CO₂ delle automobili; Parigi, in cambio, incassa il sostegno ai criteri della preferenza europea, pensata per favorire le imprese del continente rispetto ai concorrenti globali. L’intesa conferma l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di CO₂ entro il 2035 rispetto ai livelli del 2021, ma esclude che i produttori possano compensare le emissioni ricorrendo a crediti, tenendo conto del «crescente uso di carburanti rinnovabili». L’accordo mira, in sostanza, a stabilire sul piano giuridico che anche dopo il 2035 potranno essere immatricolati veicoli con motore a combustione interna, purché alimentati con carburanti a emissioni nette di CO₂ pari a zero.

Si tratta dell’apertura ai biocarburanti invocata da tempo dall’Italia e di un’affermazione del principio di neutralità tecnologica. L’intesa valorizza inoltre l’impiego, nella produzione automobilistica, di acciaio «verde» e di alluminio a basse emissioni di CO₂. «Anche i nostri amici italiani sono sostanzialmente d’accordo», ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

I due dossier si inseriscono nel più ampio progetto di rilancio della competitività dell’Ue, in linea con il Rapporto Draghi, e di contrasto alla concorrenza cinese. Tra gli strumenti considerati figurano l’accordo raggiunto di recente tra Ue e Pechino per limitare le esportazioni verso l’Europa di auto ibride e plug-in e la preferenza europea, che potrebbe orientare investimenti e appalti pubblici.

Il patto definisce anche il perimetro del «made in Europe», tema al centro di un acceso confronto tra i colegislatori europei durante i negoziati sull’Industrial Accelerator Act. L’ambito viene esteso ai Paesi dello Spazio economico europeo — Islanda, Liechtenstein e Norvegia — e al Regno Unito.

L’intesa rappresenta una svolta nei rapporti tra Berlino e Parigi, che negli ultimi tempi si erano trovate su posizioni distanti su questioni quali gli accordi commerciali, i rapporti con la Cina, il protezionismo e il bilancio. Il risultato segue inoltre l’iniziativa congiunta lanciata all’inizio del mese per chiedere uno «scudo commerciale» contro la concorrenza sleale cinese.

La Commissione europea ha accolto la richiesta. Al termine del vertice Ue, la presidente Ursula von der Leyen ha annunciato lo sviluppo di «un nuovo strumento per un’azione decisiva, limitando l’accesso al mercato unico, laddove ciò sia nell’interesse dell’Unione, in modo rapido e immediato». L’esito conferma il peso dell’asse franco-tedesco nel definire gli orientamenti europei. L’accordo non dovrebbe incontrare ostacoli rilevanti neppure quando sarà sottoposto ai negoziati a livello Ue. Per il presidente francese Emmanuel Macron, la priorità è «realizzare con successo la trasformazione della nostra industria automobilistica, mantenendo allo stesso tempo i nostri impegni climatici e la produzione in Europa».

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