Home Economia “Imposta sulle banche, nessuna conseguenza fatale”: Giorgetti critica, ma Tajani non è...

“Imposta sulle banche, nessuna conseguenza fatale”: Giorgetti critica, ma Tajani non è d’accordo.

0
“Imposta sulle banche, nessuna conseguenza fatale”: Giorgetti critica, ma Tajani non è d’accordo.

Nuove tensioni tra il governo e il sistema bancario

Si apre un nuovo capitolo nel conflitto tra le istituzioni finanziarie e l’esecutivo. Le banche hanno rigettato la proposta di prelievo avanzata dal centrodestra, suggerendo la possibilità di contestare legalmente la norma. In risposta, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha ribadito la posizione del governo, affermando: «Il contributo al sistema finanziario sarà sostenibile». Queste dichiarazioni seguono le indicazioni del Documento programmatico di bilancio, che prevede un apporto di 5 miliardi di euro da parte di banche e assicurazioni per sostenere le coperture della manovra finanziaria.

Durante un incontro con il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale a Bangkok, Giorgetti ha sottolineato l’importanza di mantenere un equilibrio tra i conti pubblici e la stabilità finanziaria. Ha osservato come il controllo dello spread sia nell’interesse di tutti, comprese le banche, e ha evidenziato che il risanamento dei conti porta vantaggi anche per il settore bancario. Riguardo alla possibilità che le banche possano intraprendere azioni legali, ha minimizzato la questione, affermando: «Se così fosse, tutti gli italiani potrebbero portare in tribunale lo Stato per l’aumento delle tasse. Cercheremo di trovare la giusta soluzione, non credo che ci saranno conseguenze drammatiche». Sul tavolo del Ministero dell’Economia ci sono misure relative agli anticipi fiscali e all’aumento dell’Irap, su cui era stato già stipulato un accordo triennale con il sistema bancario, ma che ora è stato riaperto.

Manovra da 23,5 miliardi: tensioni con le banche

Le rassicurazioni del ministro non riescono a placare il malcontento nel settore bancario. Il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha adottato un linguaggio incisivo, richiamando alla certezza del diritto: «Nella Costituzione non c’è scritto che alcuni debbano essere penalizzati», ha dichiarato, contestando l’idea di un nuovo prelievo focalizzato sul comparto finanziario. Patuelli ha espresso preoccupazione per il rischio di generare sfiducia tra gli investitori, affermando: «Dobbiamo garantire ai risparmiatori e agli investitori la certezza del diritto per chi investe in azioni bancarie». Ha messo in evidenza che il peso di eventuali interventi ricadrebbe sugli azionisti e sui fondi.

Questo scontro si riflette anche all’interno della maggioranza. Il vicepremier Antonio Tajani ha preso le distanze, affermando: «Non voteremo mai una tassa sugli extraprofitti», e ha chiesto che ogni decisione derivi da un confronto e non da un’imposizione. Per Tajani, la questione non è solo economica, ma anche politica: «Per Forza Italia è fondamentale che ci sia un accordo e non un’imposizione», ha affermato, proponendo di instaurare un dialogo costruttivo con il settore finanziario. Ha anche espresso preoccupazione per gli effetti indiretti su famiglie e imprese, avvertendo: «Non vorrei che a pagare fossero i correntisti, poiché una decisione populista potrebbe colpire il popolo». Queste affermazioni sembrano rispondere indirettamente a Matteo Salvini, il quale ha sostenuto la necessità di richiedere un contributo alle «grandi banche che quest’anno realizzeranno oltre 50 miliardi di euro di utili».

Flessibilità europea e manovra in corso

Il dibattito interno alla coalizione si intreccia con le trattative con l’Europa. Da Bruxelles, Giorgia Meloni cerca di rafforzare il quadro delle coperture finanziarie, richiedendo maggiore flessibilità sulle regole di bilancio, tenendo conto dell’impatto dell’inflazione sulla spesa primaria e delle misure necessarie per sostenere le famiglie contro l’aumento delle bollette. Dopo il Consiglio dell’Unione Europea, la premier ha espresso ottimismo riguardo all’esito della trattativa con la Commissione, affermando: «Dopo aver parlato con Ursula von der Leyen, sono fiduciosa, penso che ci siano margini per ottenere maggiore flessibilità nel rispetto delle attuali regole».

L’appoggio europeo potrebbe rivelarsi cruciale per superare le difficoltà interne. Il Ministero dell’Economia sta seguendo attentamente questa variabile mentre si definiscono gli ultimi dettagli della manovra. Giorgetti ha dichiarato: «È un lavoro in corso», assicurando che la prossima settimana il testo sarà finalizzato e presentato al Parlamento. Resta incerta la questione del taglio dell’Irpef per il ceto medio, che, secondo il titolare del Tesoro, potrebbe essere «generalizzato o selettivo».

Conclusione

Le banche e le assicurazioni sono chiamate a contribuire a una parte delle coperture della manovra, ma anche a mantenere gli equilibri all’interno della maggioranza. Senza ulteriori margini di flessibilità garantiti dall’Unione Europea, completare la legge di bilancio potrebbe rivelarsi una sfida complessa.

Fonte originale

Exit mobile version