Home Finanza Eccedenze di profitto: “Imporre tasse e incentivare il credito per la produzione”....

Eccedenze di profitto: “Imporre tasse e incentivare il credito per la produzione”. Il banchiere dissenziente si esprime.

0
Eccedenze di profitto: “Imporre tasse e incentivare il credito per la produzione”. Il banchiere dissenziente si esprime.

Analisi sul Contributo del Settore Bancario alla Tassazione degli Extraprofitti

Paolo Gesa, amministratore delegato di Credito Lombardo Veneto, ha espresso la sua opinione riguardo alla tassazione degli extraprofitti bancari, sottolineando come il sistema bancario debba assumere un ruolo più attivo in questo ambito. In un’intervista con AdnKronos, Gesa ha evidenziato che, negli ultimi anni, le banche hanno tratto vantaggio da condizioni eccezionalmente favorevoli, per lo più causate da fattori esterni piuttosto che da meriti aziendali.

Il dirigente ha fatto riferimento al rapido aumento dei tassi di interesse, che ha avuto luogo dopo oltre un decennio di tassi molto bassi, comportando un notevole incremento dei margini di interesse. Ha anche menzionato l’importante intervento pubblico durante la pandemia, con garanzie statali che hanno permesso alle banche di consolidare le loro esposizioni, trasferendo parte del rischio di credito allo Stato. Inoltre, ha sottolineato il ruolo degli strumenti come le Gacs, che hanno fornito supporto pubblico nella gestione dei crediti deteriorati.

Gesa ha affermato che, data la beneficenza ricevuta dal sistema bancario durante le difficoltà, è giusto che le banche contribuiscano nuovamente quando si trovano in una fase favorevole. Tuttavia, ha avvertito che la modalità di attuazione di tale prelievo è cruciale. Una tassazione indiscriminata potrebbe avere effetti negativi, riducendo la disponibilità delle banche a concedere prestiti o trasferendo costi maggiori a famiglie e imprese.

Secondo Gesa, è fondamentale distinguere tra i vari modelli di business nel settore. Le banche che supportano concretamente l’economia reale, assumendosi rischi e sostenendo in particolare le piccole e medie imprese, dovrebbero essere incentivate anziché penalizzate. Ha osservato che il numero di istituti che svolgono realmente questa funzione è in diminuzione: nel corso dell’ultimo decennio, il credito alle Pmi in rapporto al PIL si è ridotto di circa la metà.

Al contrario, Gesa suggerisce che il carico fiscale dovrebbe ricadere maggiormente su quelle banche che hanno beneficiato di garanzie pubbliche per trasferire rischi allo Stato, che hanno utilizzato le Gacs per ridurre il rischio, o che hanno ottenuto margini straordinari grazie a una raccolta fondi remunerata a tassi molto bassi, spesso dovuta a posizioni consolidate e a una concorrenza insufficiente.

In conclusione, Gesa ha affermato che la vera distinzione non dovrebbe essere tra banche grandi e piccole, ma tra quelle che creano valore finanziando l’economia e quelle che generano profitti principalmente grazie a condizioni esterne e vantaggi competitivi. Una tassa ben strutturata dovrebbe incentivare il credito produttivo e colpire le rendite, piuttosto che limitarsi a tassare gli utili.

Fonte originale

Exit mobile version