
I prezzi dei carburanti stanno suscitando grande attenzione in questi giorni. Le proteste degli autotrasportatori e l’aumento generalizzato dei costi hanno riacceso il dibattito riguardo alle spese di trasporto, all’impatto della fiscalità e alle conseguenze del caro-gasolio su aziende e famiglie.
A stimolare la discussione è stata la scadenza del taglio delle accise avvenuta il 5 ottobre: secondo un’analisi condotta da Adusbef, basata sui dati della Commissione europea, l’Italia risulta essere il Paese europeo con la più alta incidenza fiscale sul prezzo del diesel. L’associazione dei consumatori ha pubblicato un’analisi aggiornata al 19 ottobre.
Gasolio
Escludendo Malta, che beneficia di un regime di prezzi amministrati, in Italia la tassazione sul gasolio è la più elevata in Europa, raggiungendo il 48% del prezzo finale alla pompa pagato dagli automobilisti – riporta Adusbef. Seguono Belgio, Danimarca, Francia e Lituania, con percentuali comprese tra il 42% e il 43%. La tassazione più bassa si registra in Polonia (25,5%), Spagna e Svezia (circa 27%). In media, le tasse sul gasolio in Europa incidono per il 37,9% sul prezzo finale.
Considerando il costo industriale del diesel in Italia, che è di 1,166 euro al litro al netto delle tasse, ogni cittadino paga quasi 1,08 euro per litro in imposte. Questo valore supera la media europea di 0,790 euro, portando gli automobilisti italiani a pagare 29 centesimi in più per litro, pari a un sovrapprezzo di 14,5 euro su un pieno di 50 litri – denuncia Adusbef.
Tuttavia, l’Italia non è il Paese con i prezzi più elevati per il diesel. Nella classifica dei prezzi medi alla pompa, la Finlandia occupa il primo posto con 2,531 euro al litro, seguita da Danimarca (2,501 euro) e Olanda (2,456 euro). L’Italia si colloca al settimo posto con una media di 2,244 euro al litro. I prezzi più contenuti, oltre a quelli di Malta (1,21 euro/litro), si trovano in Polonia (1,79 euro/litro), Bulgaria e Spagna (1,88 euro/litro).
Benzina
Per quanto riguarda la benzina, e sempre escludendo il regime speciale di Malta, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per il livello delle tasse, pari al 51,4% del prezzo finale alla pompa. Le uniche nazioni con una tassazione più alta sono l’Olanda (52,8%) e la Grecia (52%). In media, su un litro di benzina, 1,036 euro vanno allo Stato tra IVA e accise, rispetto a una media europea di 0,878 euro (45,5% del prezzo finale). Ciò implica che in Italia si pagano 15,8 centesimi in più di tasse per litro rispetto alla media Ue, corrispondente a un aggravio di circa 8 euro a pieno – calcola Adusbef.
Analizzando i prezzi medi alla pompa, l’Italia si posiziona all’ottavo posto in Ue per il costo della benzina. I prezzi più alti si registrano in Danimarca (2,604 euro al litro), seguita da Olanda (2,390 euro) e Finlandia (2,327 euro). I prezzi più bassi, escludendo Malta (1,340 euro/litro), si trovano in Polonia (1,560 euro/litro) e Svezia (1,639 euro/litro).
«I dati evidenziano che gli automobilisti italiani sono i più colpiti in Europa dalla tassazione sul gasolio – denuncia il presidente Antonio Tanza. Lo Stato continua a guadagnare grazie al caro-carburante, e nonostante le promesse, il meccanismo delle accise mobili, che avrebbe potuto garantire una riduzione dei prezzi alla pompa sfruttando il maggior gettito IVA, è stato dimenticato. Inoltre, la possibile cessazione degli sconti e dei price cap attuati dalle compagnie petrolifere potrebbe portare a un ulteriore incremento dei prezzi di benzina e gasolio nelle prossime settimane» – conclude Tanza.