
Il welfare europeo è sottoposto a crescenti pressioni e, in assenza di nuove soluzioni che ne garantiscano la sostenibilità, potrebbe essere messa a rischio una delle principali conquiste del Novecento. È l’avvertimento lanciato dai premi Nobel per l’Economia David Card, Joel Mokyr, James A. Robinson e Alvin Roth, intervenuti a Torino insieme a Tito Boeri, direttore scientifico del Festival Internazionale dell’Economia. L’incontro ha offerto l’occasione per fare il punto sulla quinta edizione della manifestazione, dedicata al tema «Salvare lo stato sociale».
«La questione fondamentale è capire se il welfare, nella sua forma attuale, possa durare», ha dichiarato Joel Mokyr, Nobel per l’Economia 2025. «Alle pressioni demografiche si sommano oggi le spese per la difesa e gli ingenti investimenti necessari per affrontare il cambiamento climatico. Se il welfare dovesse crollare, ciò che abbiamo visto a Parigi la settimana scorsa sembrerebbe poca cosa».
David Card, Nobel per l’Economia 2021, ha descritto il welfare come un sistema complesso, che include istruzione, sanità, pensioni e aiuti alle persone più povere. La sua tenuta, ha osservato, dipende anche dal fatto che i beneficiari lo considerino efficace: una fiducia che oggi appare in pericolo.
Per James A. Robinson, Nobel per l’Economia 2024, le conquiste sociali europee possono essere tutelate solo costruendo un nuovo accordo con i cittadini. «Il contratto sociale esiste, ma i conti non quadrano. Non è sufficiente affermare che non ci sono risorse: occorre una proposta, come la “frontiera chiusa” di Roosevelt, che aiuti le persone a comprendere che alcuni cambiamenti sono necessari per salvaguardare conquiste così importanti».
Alvin Roth, Nobel per l’Economia 2012, ha richiamato l’attenzione sul legame tra politica e mercati. «Economia e politica sono strettamente connesse. Per funzionare correttamente, i mercati hanno bisogno di consenso sociale, che si forma anche attraverso la politica», ha affermato.
Nelle conclusioni, Tito Boeri ha indicato come priorità una pubblica amministrazione più efficiente e maggiori investimenti sui giovani. «Molti miglioramenti sono possibili senza varare grandi riforme, intervenendo sull’efficienza dell’amministrazione pubblica. Dobbiamo considerare il welfare un investimento di lungo periodo nelle nuove generazioni e rafforzare la fiducia dei cittadini nello Stato».
La quinta edizione del Festival si è tenuta a Torino nell’arco di quattro giornate e ha proposto 130 dibattiti. La manifestazione ha registrato una partecipazione significativa di giovani, coinvolti con attività nelle scuole superiori e concorsi a loro dedicati.