
Il conflitto all’interno del consiglio di amministrazione di Mps si intensifica. Una lettera, pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, firmata da quattro dei cinque consiglieri di minoranza, escluso Corrado Passera, solleva interrogativi su una serie di presunti inadempimenti attribuiti alla gestione dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Tra le richieste avanzate, si sottolinea la necessità di reintegrare il board a 15 membri, in seguito alla decadenza di Carlo Vivaldi, ufficializzata il 4 maggio, e alle dimissioni di Fabrizio Palermo, avvenute il 7 maggio. La mancata sostituzione dei due consiglieri è stata, tra l’altro, attribuita alla lentezza nella comunicazione da parte del Cda alla Bce, che è avvenuta solo un mese dopo. Da quel momento, la governance è rimasta immobile, mentre Lovaglio ha lavorato incessantemente per sviluppare un progetto di fusione con Bpm, in alternativa all’Ops proposta da Intesa Sanpaolo.
Questo progetto, attualmente in fase di definizione da parte degli advisor, dovrebbe essere presentato in un consiglio straordinario nel primo weekend di agosto. L’imminenza di questo sviluppo rende le obiezioni dei quattro consiglieri di minoranza ancora più pressanti.
Particolare attenzione va prestata al tema della “passivity rule”, che limita le iniziative della società destinataria di un’offerta pubblica. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, la Consob starebbe valutando una possibile manipolazione del mercato in relazione a questo aspetto. Infatti, Mps e Banco Bpm sono considerati parti correlate, e le operazioni che coinvolgono tali entità sono soggette a ulteriori vincoli.
La lettera indirizzata al presidente del Cda, Cesare Bisoni, e al presidente del Collegio sindacale, Pierluigi Pace, è firmata da Paolo Boccardelli, Antonella Centra, Nicola Maione e Paola De Martini. I quattro consiglieri esprimono preoccupazione per i ritardi e la mancanza di informazioni a loro disposizione, facendo riferimento all’operazione con Banco Bpm. Richiedono chiarimenti e, qualora l’operazione non fosse reale, chiedono una smentita, evidenziando anche eventuali attività non autorizzate e il mancato rispetto degli obblighi informativi verso il mercato.
Diverse analisi si concentrano sulla posizione di Corrado Passera, che tra i consiglieri di minoranza è sicuramente il più esperto nel settore bancario. Le prossime ore e giorni, anche in relazione all’attività di vigilanza della Consob, saranno cruciali per comprendere la fondatezza delle contestazioni sollevate.







