Progetto di integrazione aeroportuale nel Nord Ovest: Malpensa, Linate e Torino Caselle

Un’importante iniziativa è in fase di studio tra Sea, l’ente gestore degli aeroporti milanesi, e Sagat, la società che supervisiona l’aeroporto di Torino Caselle. L’intento è quello di creare un sistema aeroportuale integrato che permetta di coordinare investimenti, strategie e lo sviluppo dei tre scali, con una valutazione attesa da parte dei soci già nel mese di settembre.

Questa operazione ha rilevanza sia industriale che istituzionale. Mentre Milano ha mantenuto un controllo pubblico sui suoi aeroporti, Torino e altri enti piemontesi hanno progressivamente ridotto la loro partecipazione nel capitale di Sagat, che gestisce l’aeroporto Sandro Pertini. Attualmente, il progetto è ancora nella fase di studio di fattibilità, ma Sea ha già avviato un’analisi con 2i Aeroporti, la società che detiene il 100% di Sagat e che è il secondo azionista di Sea.

Implicazioni della fusione

Il Comune di Milano possiede il 54,8% della società che gestisce Linate e Malpensa. L’integrazione proposta potrebbe rafforzare la posizione contrattuale nei confronti delle compagnie aeree. Fonti vicine al dossier spiegano che un sistema aeroportuale più ampio aumenterebbe il potere negoziale, consentendo a Caselle di trattare come parte di un’alleanza più forte piuttosto che come entità isolata.

Un vantaggio atteso è la possibilità di ampliare nuove rotte, consolidare quelle esistenti e pianificare investimenti in modo coordinato. Questo progetto si allinea con il Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che mira a promuovere una rete aeroportuale più integrata e complementare tra scali regionali e nazionali.

La posizione di Beppe Sala

In questo contesto, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha espresso la volontà di partecipare al progetto, sottolineando che l’integrazione dovrà generare valore economico e sociale per entrambe le aree coinvolte e mantenere l’attuale assetto societario di Sea. Questo implica che Milano, attualmente principale azionista di Sea, desidera mantenere la sua maggioranza anche in caso di integrazione con Caselle, mentre Torino non è più azionista di Sagat.

Le dichiarazioni di Stefano Lo Russo

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha fatto sapere di essere stato informato da Sala riguardo all’inizio dello studio per l’integrazione tra Sea e Sagat, e attende con interesse i risultati. Sebbene Torino non faccia più parte della compagine azionaria di Sagat, il Comune sta seguendo con attenzione ogni sviluppo relativo al futuro dell’aeroporto di Caselle, valutando le opportunità per rafforzare lo scalo torinese e aumentarne la competitività.

Storico della partecipazione di Torino in Sagat

Nel 2012, il Comune di Torino, allora guidato da Piero Fassino, cedette il 28% di Sagat a F2i, mantenendo inizialmente una quota del 10%. Negli anni successivi, anche altri soci pubblici locali come la Regione Piemonte e la Città Metropolitana hanno disinvestito, fino a quando nel 2018, durante l’amministrazione di Chiara Appendino, è stata venduta l’ultima partecipazione. Da quel momento, gli enti piemontesi non sono più presenti nel capitale di Sagat.

Evoluzione della situazione

Il processo di concentrazione è continuato fino al 2023, quando 2i Aeroporti è diventata l’unico socio di Sagat. Un’eventuale integrazione creerebbe quindi un connubio tra due modelli gestionali differenti: da un lato, Caselle, completamente controllata da 2i Aeroporti; dall’altro, Linate e Malpensa, dove il Comune di Milano mantiene una posizione di maggioranza.

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