
Analisi Strategica tra Generali e Unicredit
Recentemente, un’indiscrezione riportata da La Stampa ha rivelato un incontro programmato per questa settimana tra Philippe Donnet, amministratore delegato di Generali, e Andrea Orcel, CEO di Unicredit. Questo colloquio, stando alle fonti, dovrebbe affrontare temi di rilevanza industriale, con particolare attenzione all’asset management, con l’obiettivo di formare un grande operatore nel settore. La situazione è particolarmente interessante poiché Generali ha visto sfumare l’accordo con la francese Natixis, mentre Unicredit ha già comunicato che la partnership con Amundi, in scadenza nel prossimo anno, non verrà rinnovata.
Tuttavia, poche ore dopo la pubblicazione dell’indiscrezione, fonti finanziarie vicine a Unicredit hanno smentito la notizia, affermando che “non sono previsti incontri questa settimana o nel prossimo futuro” tra Donnet e Orcel. Questa dichiarazione ha ridimensionato le tempistiche, ma non ha necessariamente messo in discussione il ragionamento strategico sottostante. Gli analisti di Equita hanno prontamente evidenziato che una possibile intesa nel settore del risparmio gestito tra i due gruppi potrebbe avere un solido fondamento industriale, sebbene ci sia una notevole distanza tra teoria e pratica.
Secondo quanto appreso da fonti di Adnkronos, c’è una certa curiosità e alcuni contatti esplorativi in corso, ma attualmente non esiste un dossier consolidato né una vera regia industriale. Tuttavia, esiste già un accordo concreto: Generali e Unicredit collaborano dal 2018 nel settore della bancassurance per l’Europa dell’Est, un elemento di business tangibile, sebbene limitato a una specifica area geografica. Questo precedente dimostra che i due gruppi possono collaborare, anche se in un contesto ridotto.
La situazione è diversa per quanto riguarda la possibilità di una collaborazione con Intesa Sanpaolo, che, storicamente e relazionalmente, sembrerebbe più logica, ma al momento appare meno probabile. Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa, ha liquidato le speculazioni su un’alleanza tra UniCredit e Generali durante una conferenza stampa, affermando: “Qualunque operazione dovesse essere realizzata in Italia non cambierebbe nulla”. Inoltre, ha aggiunto che, in termini di asset management, “sarebbe come mettere insieme due Bpm; rimarremmo comunque con tre volte le masse di quelli che si mettono insieme. Per noi non cambia niente”. Il messaggio di Messina è chiaro: per Intesa, non si tratta di un elemento competitivo, poiché, come ha sottolineato, “unire un asset manager assicurativo a una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso”.
In sintesi, sebbene ci siano segnali di interesse per una possibile collaborazione tra Generali e Unicredit, le concrete possibilità di realizzazione rimangono incerte.









