
I mercati monetari stanno aumentando le loro scommesse riguardo alla reazione delle banche centrali all’impatto inflazionistico previsto a causa del conflitto in Medio Oriente. Nel corso dei prossimi dodici mesi, gli operatori si aspettano che la Banca Centrale Europea (BCE) effettui quattro incrementi dei tassi di interesse, ciascuno di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 3,50%, rispetto all’attuale 2,50%.
Ancor più incisiva si preannuncia la stretta monetaria da parte della Bank of England, che potrebbe attuare cinque rialzi dei tassi, sempre di un quarto di punto ciascuno. Secondo quanto riportato da Bloomberg, gli economisti prevedono almeno un ulteriore aumento dei tassi da parte della BCE.
Le nuove prospettive sulla politica monetaria, influenzate dall’aumento del prezzo del petrolio del 45% da luglio e dal raddoppio del costo del gas a 80 euro rispetto a giugno, stanno generando una massiccia vendita di titoli di Stato. Il rendimento del Treasury decennale statunitense ha superato la soglia del 5%, mentre i rendimenti del Bund tedesco e del Gilt britannico sono aumentati rispettivamente di 13 e 16 punti base. Il rendimento del BTP decennale, invece, è salito di 8 punti base, raggiungendo il 4,43%.








