Intesa rilancia l’Opas su Mps e incrementa di 0,25 euro la componente in contanti – Notizie

Intesa Sanpaolo ha convocato un consiglio di amministrazione straordinario per esaminare le criticità del piano difensivo di Mps. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha inoltre aumentato di 0,25 euro la componente in denaro dell’offerta pubblica di acquisto e scambio sul Monte dei Paschi. La riunione si è svolta a poche settimane dall’assemblea di Mps, fissata per il 29 ottobre, e prima della pubblicazione delle indicazioni di voto dei proxy advisor. Al termine del consiglio, Intesa ha comunicato che la propria offerta diventerà inefficace se l’assemblea approverà uno dei punti all’ordine del giorno collegati al piano di Lovaglio. In tale eventualità, la banca non rinuncerà alle condizioni di efficacia e ne farà valere il mancato avveramento. Il gruppo ha inoltre valutato le due Ops promosse da Mps su Banca Generali e Banco Bpm.

Secondo il documento approvato dal consiglio di amministrazione di Intesa, il progetto di Mps non prevede un premio per gli azionisti delle società interessate, ma comporta uno sconto e presenta una struttura articolata, con incertezze, sinergie ambiziose e rischi di attuazione. Per il board di Intesa, l’assemblea del Monte dovrà rappresentare un «vero e proprio referendum»: da una parte il piano di Siena, considerato incerto, dall’altra l’offerta di Intesa, che a suo giudizio assicura agli azionisti di Mps un valore rilevante, immediato e sostenibile, contribuendo anche alla valorizzazione della banca senese.

Ca’ de Sass ha dichiarato di voler prestare attenzione anche al territorio, soprattutto dopo le osservazioni avanzate dagli enti locali. Il gruppo ha annunciato che affiancherà all’operazione ulteriori iniziative concrete a favore di Siena e della Toscana. L’offerta lanciata da Carlo Messina a giugno attribuisce alle azioni di Mps un valore di 10,091 euro ciascuna. Il corrispettivo iniziale prevede 1,6 azioni Intesa Sanpaolo e un euro in contanti per ogni azione del Monte, con un premio del 12,5%. La componente monetaria sale ora a 1,25 euro. In caso di adesione totalitaria, il valore complessivo dell’operazione ammonterebbe a 31,4 miliardi di euro: 27,6 miliardi in azioni e 3,8 miliardi in denaro. Il rapporto di cambio annunciato a giugno sarà adeguato qualora Intesa distribuisca un acconto sul dividendo 2026. Tra i punti sottoposti ai soci di Mps il 29 ottobre figurano le Ops su Banca Generali e Banco Bpm e il trasferimento al Monte della quota del 13% di Generali detenuta da Mediobanca. Da settimane gli analisti giudicano questo piano complesso e caratterizzato da rischi di esecuzione sensibilmente superiori a quelli dell’offerta di Intesa.

Le due operazioni di Mps devono ancora superare diversi ostacoli. L’offerta su Banco Bpm, che non contempla un premio, ha incontrato la cautela di Crédit Agricole, primo azionista dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna con una partecipazione di circa il 30%. Il gruppo francese ha ribadito più volte di considerare la fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia l’opzione preferibile. Per Banca Generali sarà invece determinante la posizione della compagnia di Trieste, che ne detiene il 50,17%. Anche su questo fronte le decisioni sono state rinviate a dopo l’assemblea di Mps del 29 ottobre. Nei prossimi giorni sono attesi i pareri dei proxy advisor, indicazioni che i fondi tendono generalmente a seguire.

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