Il Regno Unito autorizza una contestata trivellazione petrolifera nel Mare del Nord – Notizie

Il governo laburista britannico guidato dal nuovo premier Andy Burnham ha approvato oggi una controversa licenza per nuove trivellazioni petrolifere sottomarine nel Mare del Nord, nell’area al largo di Aberdeen e delle Shetland, in Scozia.

La decisione riguarda il giacimento di Jackdaw. In una dichiarazione diffusa questa mattina, Burnham ha sostenuto che l’intervento è necessario per «tutelare centinaia di posti di lavoro e contribuire al riscaldamento di milioni di abitazioni». «In un momento di reali difficoltà per le persone, è giusto individuare un modo responsabile per sfruttare al meglio le riserve energetiche di cui la Gran Bretagna già dispone e che possono rivelarsi utili», ha aggiunto il primo ministro.

Le sue parole richiamano indirettamente il caro vita, alimentato dalla crisi energetica mondiale e da conflitti, tra cui quello in Medio Oriente. L’annuncio è arrivato nel giorno in cui l’inflazione britannica di settembre ha raggiunto il 3,5%, superando le previsioni. Burnham ha definito la scelta «pragmatica», confermando al tempo stesso l’impegno a raggiungere emissioni nette di CO2 pari a zero «entro il 2025», nell’ambito degli obiettivi climatici del Regno Unito.

Jackdaw era già stato oggetto, insieme al sito di Rosebank, di uno stop giudiziario dopo l’autorizzazione concessa nel 2022 dal precedente governo conservatore. La decisione era seguita alle proteste di associazioni ambientaliste e comunità locali. Secondo le stime, il progetto sosterrà 3.500 posti di lavoro e, una volta a regime, apporterà circa 28 miliardi di sterline all’economia britannica. I critici, tuttavia, contestano che possa incidere in modo significativo sulle bollette e mettono in guardia dai possibili danni ambientali.

Il precedente governo laburista di Keir Starmer si era impegnato, sulla base del programma elettorale del 2024, a non rilasciare nuove licenze, senza però revocare quelle già approvate. Dopo il suo insediamento, a luglio, Burnham ha annunciato una revisione della linea, motivandola con la necessità di un maggiore «pragmatismo» e con l’attuale emergenza energetica. La scelta è stata accolta con favore dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che da tempo sollecita l’alleato britannico a rilanciare le trivellazioni nel Mare del Nord.

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