
Il libro Sa tutto, o quasi, ma non capisce nulla di Fortunato Costantino, docente dell’European School of Economics, è stato presentato a Roma, al Palazzo delle Esposizioni. Nel corso dell’incontro, l’autore ha dialogato con il giurista Giuseppe Cassano e ha descritto i sistemi di intelligenza artificiale come strumenti avanzati di elaborazione statistica, in grado di fornire risposte efficaci. La loro stessa struttura, tuttavia, può favorire un ricorso poco consapevole e quasi automatico.
Il rischio, ha osservato Costantino, è attribuire alle risposte dell’IA attendibilità e autenticità per il solo fatto che siano state generate da una macchina.
Interrogato sulle differenze tra la comprensione umana e quella artificiale, l’autore ha posto l’accento sulle capacità di chi utilizza queste tecnologie. Una competenza sempre più importante, secondo Costantino, consiste nel saper interpretare i segni, i simboli e i codici prodotti dall’intelligenza artificiale. A suo giudizio, la capacità umana di dare senso alle informazioni rimane un elemento decisivo.
Nel confronto con Cassano si è parlato anche di responsabilità per i danni provocati dall’IA. Il giurista, co-direttore degli Stati generali del diritto di Internet e dell’IA alla Luiss, ha definito l’individuazione del soggetto chiamato a risponderne una questione centrale.
La responsabilità, ha spiegato, può coinvolgere diversi soggetti, dall’utilizzatore finale al produttore, mentre le norme vigenti sono state concepite per un contesto e tempi molto diversi da quelli attuali. Cassano ha inoltre descritto l’intelligenza artificiale come un sistema che ripropone, sulla base di calcoli statistici, la risposta più probabile.












