
Rafforzare la competitività dell’aeronautica civile europea: un imperativo strategico
“Rafforzare la competitività dell’aeronautica civile in Europa implica riconoscere il suo ruolo come industria strategica, cruciale per l’economia, la creazione di posti di lavoro altamente qualificati, la connettività e la decarbonizzazione, sia in Europa che a livello globale. Questo è fondamentale anche per la sovranità dell’Europa in un contesto politico internazionale in continua evoluzione.” Queste sono le parole di Camille Grand, segretario dell’ASD, l’associazione che rappresenta le industrie dell’Aerospazio, della Sicurezza e della Difesa a Bruxelles.
Grand sottolinea che l’Europa non può permettersi di abbassare la guardia, specialmente mentre i concorrenti globali aumentano i loro investimenti e innovazioni. È cruciale creare condizioni favorevoli per mantenere la leadership europea a livello mondiale. Per farlo, è necessario adottare una vera mentalità europea, potenziando la cooperazione tra le istituzioni dell’Unione Europea, gli Stati membri e il settore industriale, e collaborando con partner affini al di fuori dell’UE, incluso il Regno Unito, per obiettivi e azioni coordinate.
Il contributo economico dell’industria aeronautica
L’industria aeronautica civile europea rappresenta uno dei settori ad alta tecnologia più rilevanti sul piano economico. Nel 2024, si prevede che generi un fatturato annuale di circa 130 miliardi di euro, con esportazioni che raggiungono i 109 miliardi di euro, contribuendo in modo significativo alla bilancia commerciale dell’Unione Europea. Questo settore impiega direttamente oltre 400.000 lavoratori altamente qualificati e sostiene più di 1,2 milioni di posti di lavoro in totale, considerando le occupazioni indirette e indotte. Espandendo il focus all’intero settore aerospaziale, si stima che sostenga 15 milioni di posti di lavoro e contribuisca con 1,2 trilioni di euro al prodotto interno lordo europeo, corrispondente a un posto di lavoro ogni 25 in Europa e al 4,6% del PIL complessivo.
L’importanza della competitività per l’Unione Europea
L’aeronautica civile è uno dei pochi settori in cui l’Europa detiene una posizione di leadership globale, rappresentando il 40% del mercato mondiale in termini di valore. Il continente eccelle nei comparti dei grandi aerei, motori, elicotteri, attrezzature e tecnologie per la gestione del traffico aereo. Questo settore funge anche da moltiplicatore tecnologico, poiché le innovazioni sviluppate per l’aviazione civile influenzano direttamente le tecnologie della difesa, dello spazio, del digitale, dell’intelligenza artificiale e dell’energia, rafforzando la capacità industriale e strategica dell’Europa. Mantenere tale leadership è cruciale anche per le ambizioni climatiche del continente, poiché i produttori europei sono in prima linea negli sforzi per la decarbonizzazione dell’aviazione.
Confronto con l’industria aerospaziale americana
I produttori europei detengono attualmente il 45-50% delle consegne globali di grandi aeromobili commerciali e la loro presenza nel settore dei motori civili supera il 50% delle nuove vendite a livello mondiale. L’Europa occupa anche circa il 60% del mercato globale delle tecnologie per la gestione del traffico aereo e il 55% del mercato degli elicotteri civili. La forza del continente risiede in un ecosistema industriale altamente integrato, caratterizzato da produzione avanzata, eccellenza ingegneristica e catene di fornitura transfrontaliere. Tuttavia, questo lo espone a rischi legati a politiche nazionali frammentate e a vulnerabilità nella catena di fornitura. Senza un forte coordinamento a Bruxelles e politiche industriali coerenti, l’Europa rischia di compromettere la sua leadership.
Costruzione di una rete satellitare di difesa europea
L’Europa possiede già le capacità industriali e tecnologiche necessarie per sviluppare una rete satellitare di difesa su larga scala, e i produttori possono incrementare la produzione in tempi relativamente brevi. Tuttavia, i principali ostacoli non sono tecnici, ma riguardano budget insufficienti, sovraregolamentazione e processi di approvvigionamento lenti. Programmi come Galileo, Copernicus e Iris dimostrano che, con la volontà politica e i finanziamenti giusti, l’Europa può realizzare capacità spaziali di livello globale.
Impegni climatici nel settore aerospaziale
Il settore aerospaziale e aeronautico europeo non sta retrocedendo nei suoi obiettivi climatici. Rimane fermamente impegnato a raggiungere un’aviazione climaticamente neutrale entro il 2050, come delineato nella tabella di marcia “Destinazione 2050”. Questo piano, approvato dall’intero ecosistema aeronautico europeo, compreso l’ASD, indica che ci sono percorsi chiari per raggiungere zero emissioni nette di carbonio entro la scadenza stabilita. Tuttavia, è fondamentale agire con urgenza e fornire un supporto mirato, riconoscendo che il settore richiede investimenti a lungo termine e una stabilità normativa.
Rischi per il settore aerospaziale europeo
La strategia attuale evidenzia diversi rischi che il settore deve affrontare, tra cui:
- Aumento della concorrenza globale, con significativi investimenti pubblici negli Stati Uniti e in Cina che minacciano la leadership europea.
- Vulnerabilità nella catena di approvvigionamento, in particolare per l’accesso a materie prime critiche e semiconduttori.
- Complessità normativa e oneri eccessivi che possono rallentare l’innovazione e la certificazione.
- Carenza di competenze causata da pensionamenti e concorrenza da parte di altri settori ad alta tecnologia.
Azioni politiche necessarie per il settore
L’ASD richiede un intervento deciso a livello dell’Unione Europea, strutturato attorno a nove pilastri. Tra le azioni più urgenti figurano:
- Riconoscere l’aeronautica civile come settore strategico per la sovranità e la competitività europea.
- Raddoppiare i finanziamenti pubblici per la ricerca e innovazione nell’aviazione civile, portandoli a 6 miliardi di euro nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.
- Accelerare la modernizzazione della gestione del traffico aereo attraverso il programma Sesar, garantendo almeno 3 miliardi di euro per la sua attuazione.
- Rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento, assicurando l’accesso a materie prime e energia a prezzi competitivi.
- Semplificare la normativa per favorire l’innovazione, garantendo al contempo la sicurezza.
- Colmare il divario di competenze con iniziative di riqualificazione e promozione delle STEM.
- Collaborare con una mentalità europea, rafforzando la cooperazione tra le istituzioni, gli Stati membri e l’industria, e interagendo con partner affini al di fuori dell’UE, incluso il Regno Unito.









