Da giugno 2026 sto seguendo sul sito il risiko bancario italiano, e con l’intelligenza artificiale ne abbiamo analizzato il percorso storico.

Trovate diversi articoli a riguardo su MercatieFinanza.com nella sezione Analisi con IA, e sotto vi è l’aggiornamento sull’argomento a inizio agosto 2026.

Il risiko bancario italiano entra in una nuova fase. La possibile fusione tra Monte dei Paschi di Siena e Banco BPM si è fermata dopo il no di Crédit Agricole, ma la partita non si è chiusa. Al contrario, lo stop francese ha reso più chiara la biforcazione davanti a MPS: da una parte lo scenario dell’OPAS di Intesa Sanpaolo, che potrebbe aprire un riassetto più ampio con UniCredit e Generali sullo sfondo; dall’altra una possibile contromossa di Siena su Banco BPM, più difficile ma non ancora esclusa.

Banco BPM ha interrotto i colloqui con MPS dopo che Crédit Agricole, primo azionista della banca milanese, ha espresso forti dubbi sulla creazione di valore di una combinazione tra i due istituti. Olivier Gavalda, amministratore delegato del gruppo francese, ha dichiarato che è “molto difficile” vedere come un’operazione MPS-Banco BPM possa creare valore per gli azionisti di Banco BPM. Crédit Agricole ha oggi il 29,3% di Banco BPM: non controlla formalmente la banca, ma ha una posizione sufficiente per condizionare qualsiasi operazione rilevante. Reuters ha riportato anche che il gruppo francese preferirebbe una combinazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia rispetto a un’integrazione con MPS.

Il no di Agricole non è solo industriale

La motivazione ufficiale è la creazione di valore. Dal punto di vista di Crédit Agricole, una fusione MPS-Banco BPM non sarebbe abbastanza convincente per gli azionisti di Piazza Meda. Ma c’è anche un secondo livello di lettura: il potere relativo.

Oggi Crédit Agricole è il primo azionista di Banco BPM e, con una quota vicina al 30%, è l’interlocutore indispensabile di qualsiasi progetto strategico. In una nuova banca nata dall’unione tra MPS e Banco BPM, Agricole resterebbe probabilmente un socio importante, forse anche il primo singolarmente in valore assoluto. Ma la sua posizione sarebbe molto diversa: non avrebbe più la stessa centralità che oggi possiede in Banco BPM.

Dentro una nuova entità MPS-BPM entrerebbero infatti anche gli azionisti forti di Siena, a partire da Delfin e Caltagirone. Non necessariamente più forti di Crédit Agricole presi singolarmente, ma potenzialmente molto rilevanti se letti come area di influenza. Per questo il no francese può essere interpretato anche come difesa di una posizione costruita nel tempo: meglio restare azionista quasi determinante di Banco BPM che diventare socio importante ma meno decisivo dentro un gruppo più grande, guidato da equilibri diversi.

È questo uno dei punti più interessanti del risiko bancario attuale: le operazioni non si valutano soltanto per sinergie, sportelli, capitale o masse amministrate. Si valutano anche per governance, rapporti di forza e capacità di incidere sulle decisioni future.

Prima via: l’OPAS Intesa su MPS

Lo stop a MPS-Banco BPM rafforza lo scenario Intesa. L’8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni MPS. L’offerta prevede 16 azioni Intesa ogni 10 azioni MPS, più un euro in contanti per ogni azione MPS portata in adesione. Il controvalore massimo indicato è di circa 30,6 miliardi di euro.

Ma l’operazione non è soltanto un’acquisizione bancaria. Prevede anche la cessione a Unipol Assicurazioni di un’entità bancaria autonoma composta da circa 635 filiali MPS, dal relativo marchio storico e da gran parte delle strutture centrali necessarie per operare come banca indipendente. L’obiettivo industriale sarebbe poi l’integrazione di questo perimetro con BPER, rafforzando ulteriormente il polo guidato dalla galassia Unipol-BPER.

Questo punto è particolarmente delicato a Siena. Per Intesa, la cessione del ramo e del marchio MPS può essere una soluzione industriale e regolamentare: consente di gestire l’eccesso di rete, ridurre sovrapposizioni e preservare una forma autonoma del brand Monte dei Paschi dentro un diverso perimetro. Ma dal punto di vista senese può essere letto in modo molto diverso: non come salvataggio del marchio, ma come separazione della banca storica dal suo centro decisionale, dalle sue funzioni principali e dalla sua identità originaria.

È qui che l’OPAS Intesa diventa politicamente sensibile. Monte dei Paschi non è una banca qualsiasi: è un simbolo storico di Siena e del sistema bancario italiano. Una soluzione che trasferisce ramo, filiali e marchio verso Unipol/BPER, mentre Intesa trattiene Mediobanca, Generali e le attività più strategiche, può essere percepita localmente come uno svuotamento dell’identità MPS. Ed è comprensibile che proprio questo elemento sia mal visto a Siena.

Intesa ha anche segnalato di non voler migliorare l’offerta su MPS, dopo avere rivisto al rialzo le proprie prospettive di utile. È una posizione negoziale chiara: l’offerta è sul tavolo, la banca si sente forte e può attendere che le alternative a disposizione di MPS diventino più difficili da costruire.

Seconda via: MPS rilancia su Banco BPM

La seconda strada è più difficile, ma resta sul tavolo: MPS potrebbe provare a rilanciare su Banco BPM non più attraverso una fusione paritaria, ma con una proposta diversa, potenzialmente più aggressiva.

Il Financial Times ha riportato che Monte dei Paschi sta esplorando alternative per difendersi dall’offerta di Intesa, inclusa una possibile acquisizione di Banco BPM dopo il fallimento dei colloqui sulla fusione tra pari. Secondo la ricostruzione, una delle opzioni esaminate da Luigi Lovaglio sarebbe proprio un’acquisizione di Banco BPM, operazione che il manager avrebbe sostenuto da tempo.

Anche questa strada, però, deve fare i conti con il nodo francese. Dopo il no di Crédit Agricole, qualsiasi progetto su Banco BPM deve convincere non solo il management della banca milanese, ma anche il suo principale azionista. E questo rende la contromossa di MPS molto più complessa.

In teoria, un’acquisizione di Banco BPM permetterebbe a MPS di costruire un’alternativa industriale all’OPAS di Intesa: un gruppo più grande, più radicato nel Nord produttivo e più capace di presentarsi come terzo polo bancario italiano. In pratica, però, dovrebbe superare almeno tre ostacoli: la posizione di Crédit Agricole, i tempi stretti imposti dall’offerta Intesa e la necessità di convincere gli azionisti MPS che questa strada crei più valore rispetto alla proposta già formalizzata da Intesa.

C’è inoltre un vincolo procedurale importante: secondo il Financial Times, poiché MPS è soggetta alla cosiddetta passivity rule mentre l’offerta Intesa è pendente, qualsiasi operazione difensiva concorrente richiederebbe il passaggio dagli azionisti in assemblea straordinaria. Anche questo riduce i margini per una contromossa rapida.

Banco BPM resta il perno conteso

La centralità di Banco BPM è il motivo per cui la partita è così complicata.

Banco BPM non ha la dimensione di Intesa o UniCredit, ma ha una caratteristica decisiva: è radicata nel Nord produttivo, ha una piattaforma commerciale importante e, dopo l’operazione su Anima, è diventata ancora più rilevante nel risparmio gestito. Per MPS rappresenterebbe la possibilità di rafforzarsi e difendersi. Per Crédit Agricole è la piattaforma più importante su cui costruire o proteggere la propria strategia italiana. Per Intesa è un’alternativa da neutralizzare, perché una MPS-BPM forte renderebbe più difficile il successo dell’OPAS. Per UniCredit, infine, Banco BPM è da tempo uno dei dossier potenzialmente più interessanti sul mercato domestico.

Per questo il no di Agricole non chiude la partita. La sposta. Se MPS non riuscirà a trovare una formula credibile su Banco BPM, lo scenario Intesa diventerà più forte. Se invece Siena riuscisse a costruire una proposta capace di coinvolgere o almeno non ostacolare Crédit Agricole, il risiko bancario potrebbe riaprirsi su basi nuove.

Generali torna al centro del gioco

Il vero salto di livello riguarda Generali.

Negli ultimi mesi il risiko bancario italiano ha mostrato sempre più chiaramente che la posta in gioco non è solo il credito. È il controllo del risparmio, delle assicurazioni, del wealth management e delle grandi piattaforme finanziarie del Paese.

L’eventuale successo dell’OPAS Intesa su MPS porterebbe Intesa dentro un riassetto che tocca Mediobanca e Generali. Da qui nasce l’ipotesi, rilanciata dal Corriere della Sera, di un possibile accordo successivo che coinvolga anche UniCredit e la sua quota nel Leone.

Secondo la ricostruzione del Corriere, una volta completata l’OPAS su MPS, Intesa si troverebbe a gestire un eccesso di sportelli. Circa 635 filiali MPS sono già destinate al perimetro da cedere a Unipol/BPER; il mercato ragionerebbe inoltre sulla possibilità che altre 617 agenzie possano essere cedute a UniCredit. In questo modo anche il gruppo guidato da Andrea Orcel potrebbe rientrare nel riassetto italiano non necessariamente attraverso Banco BPM, ma attraverso l’acquisizione di una parte della rete MPS.

Il punto più rilevante riguarda però Generali. Sempre secondo il Corriere, UniCredit detiene una quota dell’8,8% nel Leone. Se questa partecipazione venisse coinvolta in un accordo con Intesa, e fosse sommata al 3,13% già in mano a Intesa e al 13,32% oggi riconducibile a MPS attraverso Mediobanca, Intesa arriverebbe a contabilizzare circa il 25,25% di Generali.

Una quota di questo tipo non sarebbe necessariamente controllo formale pieno, ma rappresenterebbe una posizione dominante nella governance della compagnia. Ed è per questo che Generali resta il vero centro strategico del risiko.

In questa lettura, il risiko non sarebbe più solo MPS contro Intesa o MPS contro Banco BPM. Diventerebbe una partita tra le grandi banche italiane per ridefinire il controllo di una parte rilevante del sistema finanziario nazionale.

La doppia via di MPS

MPS si trova quindi davanti a una doppia via.

La prima è subire o accettare lo scenario Intesa: un’OPAS già formalizzata, forte dal punto di vista finanziario e potenzialmente capace di aprire un riassetto più ampio con Unipol/BPER, UniCredit e Generali. Ma è anche una strada molto delicata per Siena, perché comporterebbe la cessione del ramo bancario e del marchio MPS a un altro perimetro industriale, mentre gli asset più strategici finirebbero nella sfera Intesa.

La seconda è tentare una contromossa su Banco BPM: una strada più autonoma, ma molto più difficile, perché deve sciogliere il nodo Crédit Agricole e offrire agli azionisti un’alternativa convincente.

Il no francese ha chiarito i rapporti di forza. Crédit Agricole non vuole essere spettatore. Banco BPM non può essere mosso senza tener conto del suo primo azionista. Intesa resta in posizione forte. UniCredit osserva da possibile protagonista successivo. E Generali, ancora una volta, appare come il premio strategico finale.

Il risiko bancario italiano non è fermo. È entrato nella fase in cui ogni mossa ne apre un’altra, e in cui il confine tra banche, assicurazioni e risparmio gestito diventa sempre più sottile.

Fonti

  1. Reuters — Credit Agricole CEO says hard to see value in MPS-Banco BPM tie-up
    https://www.reuters.com/business/finance/credit-agricole-ceo-says-hard-see-value-mps-banco-bpm-tie-up-2026-07-31/
  2. Reuters — Banco BPM ends talks with MPS after Credit Agricole rejects plan
    https://www.reuters.com/legal/transactional/banco-bpm-ends-talks-potential-merger-with-monte-dei-paschi-2026-07-31/
  3. Financial Times — Monte dei Paschi explores Banco BPM takeover after merger talks collapse
    https://www.ft.com/content/4ce36d22-571d-4532-8a8f-078e8fba34ff
  4. Intesa Sanpaolo — Comunicazione art. 102 TUF: OPAS volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena
    https://group.intesasanpaolo.com/it/investor-relations/comunicati-stampa-price-sensitive/2026/06/20260608-102-it
  5. Intesa Sanpaolo — L’OPAS su MPS per creare un nuovo campione bancario europeo
    https://group.intesasanpaolo.com/it/newsroom/tutte-le-news/news/2026/intesa-sanpaolo-opas-monte-paschi-siena-mps
  6. Reuters — Intesa lifts profit outlook, says it won’t raise MPS bid
    https://www.reuters.com/business/finance/intesa-lifts-profit-outlook-after-second-quarter-net-profit-tops-forecasts-2026-07-29/
  7. Corriere della Sera — Intesa e UniCredit nel risiko bancario: è il momento delle big, possibile accordo per le Generali
    https://www.corriere.it/economia/finanza/26_agosto_03/intesa-e-unicredit-nel-risiko-bancario-e-il-momento-delle-big-possibile-accordo-per-le-generali-5986a843-6e67-46b8-a4b7-7d63a4508xlk.shtml
  8. Corriere di Siena — MPS, Lovaglio rilancia la carta BPM
    https://www.corrieredisiena.it/news/economia/460562/mps-lovaglio-rilancia-la-carta-bpm-acquisire-il-banco-per-sfuggire-a-intesa-ma-c-e-da-sciogliere-il-nodo-francese.html
  9. Morningstar Italia — Quale futuro per Banca MPS tra trimestrale in arrivo e sfida dell’OPAS Intesa Sanpaolo
    https://global.morningstar.com/it/azioni/quale-futuro-per-banca-mps-tra-trimestrale-arrivo-e-sfida-dellopas-intesa-sanpaolo
  10. Il Sole 24 Ore — Crédit Agricole avverte: mai coinvolti su MPS-BPM, nulla si può fare senza di noi
    https://www.ilsole24ore.com/art/credit-agricole-avverte-mai-coinvolti-mps-bpm-nulla-si-puo-fare-senza-noi-AJ0XAJb
  11. Milano Finanza — MPS-Banco BPM, perché Crédit Agricole boccia la fusione
    https://www.milanofinanza.it/news/mps-banco-bpm-ecco-perche-il-credit-agricole-boccia-la-fusione-e-cosa-puo-succedere-ora-202607311713186285
  12. Milano Finanza — Intesa Sanpaolo-MPS, tutti i numeri della nuova superbanca
    https://www.milanofinanza.it/news/intesa-sanpaolo-mps-ecco-tutti-i-numeri-della-nuova-superbanca-ricavi-utili-dividendi-e-azionisti-202607312254499432
  13. Agenzia Nova — FT: MPS valuta l’acquisizione di Banco BPM dopo il fallimento dei colloqui sulla fusione paritaria
    https://www.agenzianova.com/news/ft-mps-valuta-lacquisizione-di-banco-bpm-dopo-il-fallimento-colloqui-sulla-fusione-paritaria/
  14. Milano Finanza — MPS studia una contromossa in extremis su Banco BPM
    https://www.milanofinanza.it/news/mps-studia-una-contromossa-in-extremis-una-nuova-proposta-a-banco-bpm-per-resistere-a-intesa-sanpaolo-202608031019511291