
Mps: il piano industriale 2026-2030
Mps ha approvato il nuovo piano industriale per il periodo 2026-2030, evidenziando un’integrazione strategica con Mediobanca che la posizionerà come “terzo player italiano” nel settore bancario, servendo oltre 7 milioni di clienti. Il gruppo prevede di raggiungere un utile netto adjusted di 3,3 miliardi di euro nel 2028 e 3,7 miliardi nel 2030, con una distribuzione di circa 16 miliardi agli azionisti durante il piano.
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Il piano, intitolato “Da radici profonde a nuove frontiere”, mira a contenere i costi operativi a 3,6 miliardi di euro entro il 2030, migliorando il cost/income ratio dal 46% al 38%. I ricavi cresceranno da 7,6 a 9,5 miliardi.
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Mps manterrà un Cet1 ratio del 16%, garantendo una solida posizione patrimoniale e un’alta flessibilità strategica. L’obiettivo è ridurre i crediti deteriorati all’1% del portafoglio entro il 2030.
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Il piano prevede la fusione con Mediobanca, conservando le identità distintive di entrambe le istituzioni e realizzando sinergie per 700 milioni di euro. La fusione sarà graduale, completandosi entro la fine del 2026.
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Investimenti digitali per 1 miliardo di euro sono previsti per modernizzare le operazioni e migliorare l’efficienza, supportando la trasformazione digitale del gruppo.
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Mps intende espandere la propria presenza internazionale, in particolare nel corporate e investment banking, con focus su mercati europei e Medio Oriente.
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La partecipazione in Assicurazioni Generali, pari al 13%, contribuirà all’8% dei ricavi, garantendo diversificazione e stabilità.
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Il CEO Luigi Lovaglio ha sottolineato che la solidità patrimoniale di Mps offre flessibilità strategica e opportunità di crescita, con la fusione con Mediobanca attesa per il 2026.











