
TL;DR
L’apertura di marzo della Borsa Italiana è stata caratterizzata da forti ribassi a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
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Il Ftse Mib ha registrato un calo dell’1,8%, influenzato dall’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
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Il mercato azionario europeo mostra un’ampia avversione al rischio, con vendite concentrate su settori ciclici e bancari.
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Le borse asiatiche hanno chiuso in netto calo e i future su Wall Street sono in ribasso di circa un punto percentuale.
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Il petrolio ha visto un incremento significativo, con il WTI in crescita del 7% e il Brent oltre l’8%.
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Le banche, tra cui BPER e Intesa Sanpaolo, subiscono forti perdite a causa dell’incertezza macroeconomica.
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Gli investitori stanno alleggerendo le posizioni sui titoli ciclici e si spostano verso asset più difensivi.
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La volatilità è destinata a rimanere alta, con la gestione della liquidità al centro delle strategie di investimento.










