
La settimana attuale sui mercati finanziari si preannuncia “estremamente volatile”, con particolare attenzione rivolta ai dati relativi al mercato del lavoro statunitense e alle decisioni delle banche centrali, tra cui la Reserve Bank of Australia, la Banca Centrale Europea e la Banca d’Inghilterra, le quali sono attese a mantenere i tassi di interesse invariati. Questa analisi è stata fornita da Saverio Berlinzani, Chief Analyst di ActivTrades, in un’intervista all’Adnkronos.
Dopo le recenti tensioni nei mercati obbligazionari, caratterizzate da un aumento dei rendimenti, le borse hanno mostrato un leggero segnale di ribasso, pur rimanendo vicine ai livelli massimi. Questo avviene in un contesto in cui le economie mostrano ancora una certa resilienza. La volatilità è particolarmente evidente nel settore delle materie prime. Nel mese di gennaio, ad esempio, il prezzo dell’oro ha registrato un incremento superiore al 30%, per poi subire una correzione del 20% lo scorso venerdì, dovuta sia a prese di beneficio che all’aumento dei margini presso il CME di Chicago, mirato a contenere la speculazione da parte dei grandi investitori. Una situazione simile si è verificata anche per l’argento, che ha visto un picco del 70% a gennaio, seguito da una correzione del 40% nello stesso giorno.
La situazione attuale è definita “molto complessa”, con le materie prime che si sono mosse in relazione inversa al dollaro. Infatti, quando le materie prime tendono a salire, il dollaro scende e viceversa. Recentemente, il dollaro ha ripreso valore grazie alle dichiarazioni di Besson, che ha smentito le affermazioni di Trump riguardo alla debolezza della valuta, con l’euro che si è attestato a 1,1840. Resta da vedere se nei prossimi giorni il dollaro continuerà a rafforzarsi o se tornerà a scendere verso i minimi storici.