
Il Ritorno dell’Incertezza sui Dazi Statunitensi
Il panorama economico globale è nuovamente caratterizzato da incertezze legate ai dazi statunitensi. Recentemente, l’agenzia statunitense Customs and Border Protection ha comunicato la sospensione della riscossione delle tariffe imposte dal presidente Donald Trump ai partner commerciali. Di conseguenza, tutti i codici tariffari attualmente in vigore per gli spedizionieri verranno disattivati.
Questa decisione è stata presa tre giorni dopo la pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegali tali prelievi. La sospensione avviene anche in seguito all’implementazione di nuovi dazi globali del 15% da parte dell’amministrazione Trump, che sostituiscono quelli precedentemente annullati. Tuttavia, la Customs and Border Protection non ha fornito spiegazioni riguardo alla continuazione della riscossione delle tariffe dopo la sentenza della Corte, né ha chiarito se ci saranno rimborsi per le aziende importatrici.
Nel comunicato, si evidenzia che la sospensione non inciderà su altri dazi già imposti da Trump e che ulteriori indicazioni saranno fornite secondo necessità. Il presidente ha introdotto una tariffa del 10%, poi incrementata al 15%, per sostituire quelle invalidate dalla Corte nella sentenza di venerdì scorso.
Questa manovra è stata giustificata richiamando la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che consente l’imposizione di dazi per un massimo di 150 giorni in situazioni problematiche nei pagamenti internazionali, come ad esempio deficit significativi nella bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti e un possibile calo del dollaro. Secondo gli economisti del Penn-Wharton Budget Model, la decisione della Corte potrebbe comportare potenziali rimborsi superiori a 175 miliardi di dollari.
Cina ed Europa Contro le Politiche di Trump
La decisione di Trump di mantenere i dazi eliminati dalla Corte Suprema ha suscitato forti reazioni da parte di Cina ed Europa. Il Ministero del Commercio cinese ha affermato che le tensioni tra Washington e Pechino sono dannose e ha esortato la Casa Bianca a revocare le misure tariffarie unilaterali.
Secondo il ministero, i dazi imposti dagli Stati Uniti violano le norme del commercio internazionale e la legislazione interna, risultando controproducenti per tutte le parti coinvolte. La Cina ha dichiarato di continuare a monitorare la situazione e a proteggere i propri interessi.
Anche la Commissione Europea ha espresso una posizione ferma, chiedendo agli Stati Uniti di rispettare l’accordo commerciale siglato l’anno precedente. Ha sottolineato che l’attuale situazione non favorisce un commercio e investimenti equi e vantaggiosi, come concordato. Rimane da chiarire se i nuovi dazi del 15% imposti da Trump prevalgano sull’accordo transatlantico, che prevede esenzioni per alcuni prodotti o condizioni più favorevoli per l’Europa rispetto ad altri Paesi.
I Mercati Finanziari Sotto Pressione
L’incertezza legata ai dazi ha riacceso preoccupazioni sui mercati finanziari. Questa mattina, i mercati europei hanno aperto in negativo, e i futures a Wall Street indicano una giornata di ribasso. Anche il dollaro statunitense è sotto pressione, con il Dollar Index che ha registrato una diminuzione di circa 30 punti base.
Gli investitori stanno liquidando asset più rischiosi, come dimostra il calo del Bitcoin sotto i 65.000 dollari nelle ultime ore, mentre l’oro ha ripreso a guadagnare terreno, attestandosi intorno ai 5.150 dollari, in risposta alla ricerca di beni rifugio durante periodi di tensione economica e geopolitica.
Ecaterina Bigos, Chief Investment Officer per l’Asia escluso il Giappone di BNP Paribas Asset Management, ha dichiarato che il mercato sta cercando di valutare l’incertezza derivante dai dazi. Rodrigo Catril, strategist della National Australia Bank, ha aggiunto che il dollaro sta subendo un calo generalizzato mentre gli investitori tentano di capire le implicazioni della decisione della Corte.
Secondo gli strategist di Goldman Sachs, l’incertezza politica rappresenta un fattore cruciale per il dollaro, poiché può influenzare negativamente le attività di investitori e aziende.











