Analisi della Situazione del Settore Marittimo Italiano in Contesto di Tensioni Internazionali

In un periodo di crescenti tensioni in Medio Oriente, il settore marittimo italiano mostra segni di resilienza. Nonostante l’escalation di conflitti nel Golfo Persico, Assarmatori, l’associazione di categoria dell’industria della navigazione, ha comunicato che non ci sono allarmismi riguardo alle scorte di gas e petrolio. Tuttavia, il mercato dovrà affrontare inevitabilmente l’aumento dei costi logistici e assicurativi.

Il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, ha dichiarato all’Adnkronos: “È complesso fare previsioni sul medio-lungo termine, ma è probabile che le ripercussioni si tradurranno principalmente in un incremento dei prezzi, piuttosto che in un reale rischio per gli approvvigionamenti energetici.” Dallo scoppio della guerra in Ucraina, l’Italia ha diversificato le proprie fonti di approvvigionamento di gas: “Non siamo più vincolati a quanto accade in una specifica regione, sebbene eventi di grande portata come questi possano comportare un aumento dei costi, un aspetto insito nella dinamica di mercato. Per quanto riguarda il petrolio, esiste un rischio maggiore, ma anche in questo caso non possiamo parlare di una dipendenza totale.”

Le tensioni hanno avuto ripercussioni anche sul settore assicurativo, con le compagnie che hanno annullato le coperture definite ‘extra war risk’ per l’area del Golfo Persico. Ciò implica che le polizze dovranno essere rinegoziate caso per caso, come è consuetudine in tali situazioni, per le navi che operano in quella zona.

Assarmatori sta monitorando attentamente l’evoluzione della situazione, ma il suo compito principale è quello di fungere da intermediario tra le compagnie marittime e le Autorità italiane e internazionali. “Abbiamo ricevuto rassicurazioni sul fatto che non ci siano navi battenti bandiera italiana nel Golfo Persico,” ha sottolineato Messina, aggiungendo che la priorità rimane la sicurezza del personale marittimo e di quello a terra nelle aree potenzialmente colpite.

L’associazione è in contatto con il Governo per seguire l’andamento della situazione, sebbene al momento non siano state avanzate richieste specifiche. La possibilità che molte rotte diventino antieconomiche sembra scongiurata: “Una delle caratteristiche distintive del trasporto marittimo è la sua flessibilità. È capace di riorganizzare rapidamente la propria catena logistica.” Questo è stato dimostrato dagli attacchi degli Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb, tra Yemen e Djibouti, contro le navi dirette al Canale di Suez. In quell’occasione, molte compagnie hanno scelto di circumnavigare l’Africa attraverso il Capo di Buona Speranza, mantenendo sostanzialmente invariati i propri servizi.

Il presidente di Assarmatori è fiducioso: “Si troveranno soluzioni per garantire gli approvvigionamenti, anche se ciò comporterà l’uso di rotte più costose, senza però incidere in modo significativo sui costi per il consumatore finale.”

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