
Il Rilancio di Versace e la Strategia del Gruppo Prada
Il ritorno della linea di haute couture Atelier Versace, insieme a una nuova visione creativa, segna l’inizio di una fase strategica per il gruppo Prada. In un contesto di rallentamento e crescente complessità del mercato globale del lusso, l’azienda italiana continua a crescere, chiudendo il 2025 con risultati solidi e un piano di sviluppo a medio termine. I ricavi netti del gruppo ammontano a 5,718 miliardi di euro, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente (+8% a cambi costanti), segnando così il ventesimo trimestre consecutivo di crescita. L’utile netto si attesta a 852 milioni di euro, con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente.
Riguardo alla redditività, l’Ebit Adjusted Margin si fissa al 23,2%, pari a 1,324 miliardi di euro, tenendo conto dell’effetto diluitivo derivante dall’acquisizione di Versace, completata il 2 dicembre. Escludendo questo contributo, la marginalità rimane stabile nonostante maggiori investimenti e un contesto valutario sfavorevole. Il gruppo prosegue con un piano di investimenti strategici, destinando 535 milioni di euro in Capex, e mantiene una solida posizione finanziaria con un indebitamento netto di 466 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione ha proposto, per l’assemblea degli azionisti convocata il 30 aprile, un dividendo di 0,166 euro per azione.
Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo, ha dichiarato che i risultati confermano la solidità del percorso intrapreso: “Chiudiamo un altro anno di risultati positivi, caratterizzati da crescita e redditività solide, in un contesto macroeconomico e di settore complesso. Creatività, coerenza e autenticità continuano a rafforzare la rilevanza dei nostri marchi.” Anche Andrea Guerra, amministratore delegato, ha evidenziato la continuità del percorso di crescita: “I risultati del 2025 segnano il quinto anno consecutivo di crescita per il Gruppo, confermando una performance solida, nonostante le sfide del mercato.”
Il canale retail, principale motore del gruppo, ha registrato una crescita del 9,3% annuo (+8,2% organico), supportata da vendite like for like e a prezzo pieno. Il quarto trimestre ha confermato questa solidità con un ulteriore +9,3% (+5,6% organico), nonostante una base di confronto elevata. Il marchio Prada ha visto vendite retail stabili (-1%), con un lieve miglioramento nel quarto trimestre (+0,4%), continuando a rafforzare il rapporto con la clientela globale tramite nuovi concept e iniziative culturali. Miu Miu ha mostrato una forte crescita, con un incremento del 35% nell’anno, dopo il +93% del 2024, e un +20% nel quarto trimestre, nonostante le aspettative di una prima parte del nuovo anno considerata “sfidante”. A livello geografico, le Americhe guidano la crescita (+18%, +15% organico), seguite dall’Asia Pacifico (+11%, +10% organico). L’Europa ha registrato un incremento del 5% (+4% organico), ma ha rallentato nella seconda metà dell’anno a causa del calo dei flussi turistici, mentre il Giappone ha segnato un +3%, e il Medio Oriente ha mantenuto un ritmo sostenuto con un +15%.
Tra le mosse strategiche del gruppo nel 2025 spicca l’acquisizione di Versace da Capri Holdings, considerata fondamentale per l’evoluzione del portafoglio marchi. Dopo il completamento dell’operazione il 2 dicembre, la governance del brand è stata potenziata con la conferma di Emmanuel Gintzburger come amministratore delegato, la nomina di Lorenzo Bertelli a executive chairman e Pieter Mulier a chief creative officer. Nel 2025, Versace ha registrato ricavi netti di 684 milioni di euro, ma ha anche evidenziato una perdita operativa. Il 2026 si preannuncia come un anno di transizione, in cui la nuova direzione creativa e il riposizionamento del brand comporteranno una flessione delle vendite e un risultato operativo negativo simile. Tuttavia, le sinergie generate dalla gestione dei costi saranno reinvestite in aree strategiche per sostenere il rilancio. Durante una conference call con gli analisti, Andrea Guerra ha sottolineato che l’acquisizione rappresenta l’inizio di un nuovo percorso per il gruppo, con piani di crescita tra il 2026 e il 2028 che mirano a superare il tasso medio del mercato.
Il primo passo sarà un anno di consolidamento e creazione di sinergie, accompagnato da una progressiva revisione della distribuzione del marchio. “Il percorso prevede una fase iniziale di riposizionamento dei canali, a sostegno di vendite di alta qualità a prezzo pieno e di una distribuzione più selettiva,” ha aggiunto Guerra. Lorenzo Bertelli ha annunciato l’intenzione di rilanciare Atelier Versace, la storica linea di haute couture, che tornerà a essere uno dei punti centrali della nuova direzione creativa. Guardando al 2027 e oltre, Bertelli ha affermato che il marchio intende portare tutte le aree strategiche a un livello superiore, gettando le basi per una desiderabilità a lungo termine. Il nuovo direttore creativo, Pieter Mulier, esprimerà una visione radicata nello spirito e nel DNA originario del brand, mentre il rilancio di progetti speciali come Atelier Versace accompagnerà il riposizionamento complessivo.
Parallelamente, il gruppo lavorerà per semplificare le collezioni e la struttura delle linee, interrompendo Versace Jeans Couture e alcuni sub-brand del ready-to-wear per rafforzare la coerenza dell’offerta e migliorare la qualità della distribuzione. La prima collezione che presenterà la nuova visione creativa del marchio è prevista per l’inizio del prossimo anno. Fino ad allora, il team creativo si concentrerà sull’analisi delle collezioni esistenti e sullo sviluppo delle future linee.
L’ambizione del gruppo rimane quella di mantenere una crescita superiore alla media del mercato, facendo leva sulla forza creativa dei propri marchi e su una piattaforma industriale che, come afferma Patrizio Bertelli, continua a rappresentare “un asset strategico a supporto della qualità, dell’artigianalità e dell’efficienza operativa richieste dal mercato.” Con l’acquisizione di Versace e il rilancio della linea Atelier, il gruppo Prada inaugura una nuova fase della propria evoluzione industriale e creativa. Il 2026 si prospetta come un anno di transizione per il marchio della Medusa, ma lo sguardo è già rivolto al medio e lungo termine, con la prima collezione del nuovo corso creativo che rappresenterà il punto di partenza di una strategia volta a ricostruire la desiderabilità del brand, partendo dalle sue radici.












