
Decimo giorno di conflitto in Medio Oriente. Lunedì 9 marzo, le Borse europee avviano una nuova giornata di tensione. Il prezzo del petrolio supera i 100 dollari al barile. L’intensificarsi del conflitto nel Golfo Persico porta il prezzo del greggio ai livelli più alti dal 2022, mentre l’economia globale mostra segni di vulnerabilità.
La recente nomina di Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah defunto Ali Khamenei, a nuova Guida Suprema dell’Iran, suggerisce che gli scontri tra Teheran e le alleanze di Tel Aviv e Washington potrebbero protrarsi più a lungo del previsto. Le preoccupazioni per una possibile recessione aumentano quotidianamente, generando ansia tra gli analisti e contribuendo a un effetto domino sull’inflazione.
Bloomberg: in vista un aumento dei tassi d’interesse
In questo contesto, l’agenzia Bloomberg prevede un doppio incremento dei tassi d’interesse di 25 punti base ciascuno da parte della Banca Centrale Europea entro la fine dell’anno. La prima decisione potrebbe arrivare già a giugno, secondo le stime dell’agenzia. Di conseguenza, i rendimenti dei titoli di Stato sono in rialzo, con lo spread tra Btp e Bund che si allarga a 84 punti, il livello più alto dal giugno 2025, all’inizio della giornata.
Il rendimento annuo dei titoli italiani è aumentato di 13,2 punti, portandosi al 3,75%, in crescita rispetto a venerdì scorso. La Germania, da parte sua, deve affrontare un calo della produzione industriale di gennaio, che segna una diminuzione dello 0,5% su base mensile e dell’1,2% su base annuale.
Borse in calo
L’incertezza economica ha generato tensioni anche nelle Borse asiatiche. L’indice giapponese Nikkei 225 ha registrato un pesante ribasso, perdendo fino al 7% durante la giornata, per chiudere con un -5,20%, il peggior calo giornaliero dall’aprile dello scorso anno. I titoli dei produttori di elettronica, tecnologia ed energia sono stati particolarmente colpiti.
Anche il Kospi coreano ha subito una forte flessione, scendendo del 5,96%, influenzato dal crollo di Samsung, che ha registrato un -7,81%. In Europa, Piazza Affari ha aperto in negativo. Alle ore 9:54, il Ftse Mib era in calo del 2,41%, con forti ribassi tra i titoli bancari. La giornata è iniziata male anche per Parigi, dove il Cac 40 ha perso il 2,64%, Madrid con l’Ibex 35 a -2,87% e Francoforte con il Dax a -2,51%.
Il dossier
Sul fronte occidentale, il G7 delle Finanze sembra pronto a discutere il rilascio coordinato di riserve strategiche di emergenza di petrolio in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia, per mitigare l’impatto dell’impennata dei prezzi del greggio. Secondo quanto riportato dal Financial Times, è in fase di valutazione il rilascio di 300-400 milioni di barili, pari a circa il 25-30% delle riserve disponibili dei 32 Paesi membri dell’AIE.
Rialzo dei prezzi e beni rifugio
Il rally dei prezzi continua: i futures sul WTI per aprile e sul Brent per maggio sono aumentati a doppia cifra. Il gas naturale al TTF di Amsterdam ha registrato un incremento del +15,47%, portandosi a 61,65 euro per megawattora.
Sul fronte valutario, l’aumento dell’avversione al rischio sostiene il dollaro come bene rifugio. L’Euro ha aperto in calo dello 0,5%, mentre anche yen e sterlina mostrano segnali di debolezza. Per ora, oro e Bitcoin restano al riparo dalle turbolenze delle tensioni internazionali.








