Analisi del Concambio tra Mps e Mediobanca: Trend e Aspettative

Nella giornata dedicata al concambio, i titoli di Mps e Mediobanca hanno registrato un significativo aumento, con il valore di Piazza Salimbeni che è cresciuto del 4,61% e quello di Piazzetta Cuccia che ha segnato un incremento del 4,60%. Entrambi i titoli hanno superato il 5% di guadagno. Oggi, le due istituzioni finanziarie si riuniranno in Consiglio di Amministrazione per definire i dettagli del progetto di fusione.

Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim, ha dichiarato all’AdnKronos che nelle ultime settimane il consenso di mercato si è stabilizzato attorno a un rapporto di circa 2,2 – 2,3 azioni Mps per ogni azione Mediobanca. Questo valore rappresenta un punto di riferimento fondamentale per valutare l’equilibrio dell’operazione.

Calì ha sottolineato che, qualora il concambio rimanesse all’interno di questa fascia, non ci si aspetta reazioni particolarmente significative da parte del mercato. Tuttavia, se il rapporto dovesse risultare più elevato, potrebbe essere interpretato come un’offerta più vantaggiosa per Mediobanca, con conseguente favore per gli azionisti di quest’ultima e un incremento della diluizione per Mps.

L’analista ha anche evidenziato che il valore del concambio è solo una delle variabili da considerare. Per Mps, la discontinuità nella gestione tende a esercitare una pressione negativa sui prezzi, poiché il mercato è generalmente incline a temere l’incertezza. Tuttavia, ha aggiunto che questi effetti sono di natura temporanea e che attualmente qualsiasi operazione su questi titoli è perlopiù speculativa, con il mercato caratterizzato da una notevole volatilità a causa del contesto geopolitico attuale. Calì ha consigliato di allungare l’orizzonte temporale degli investimenti nel settore.

Infine, la selezione della terna di candidati per il ruolo di Amministratore Delegato, composta da Corrado Passera, Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo, è stata effettuata tenendo conto di profili che rispondono ai criteri stabiliti dalla Banca Centrale Europea.

(di Andrea Persili)

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