Generali: Attese Positive per i Risultati 2025

Generali si avvicina alla presentazione dei risultati per il 2025 con ottimismo da parte del mercato. Secondo le previsioni degli analisti, il Leone di Trieste ha concluso l’anno con performance solide, in linea con la strategia di crescita delineata dal gruppo. Le stime indicano una raccolta premi complessiva media di 98,8 miliardi di euro, accompagnata da un risultato operativo atteso di circa 7,9 miliardi. L’utile netto dovrebbe attestarsi intorno ai 4,2 miliardi di euro, mentre l’utile normalizzato è previsto leggermente superiore, a circa 4,3 miliardi.

Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il dividendo previsto dagli analisti varia tra 1,5 e 1,62 euro per azione, con una media di 1,59 euro. Questo livello confermerebbe la politica di distribuzione generosa del gruppo e riflette la solidità dei risultati attesi.

Gli analisti apprezzano l’approccio strategico della compagnia. Intesa Sanpaolo ha confermato la raccomandazione “buy” sul titolo Generali, innalzando il prezzo obiettivo a 38,5 euro rispetto ai precedenti 37,1 euro. Secondo la banca, il gruppo assicurativo continua a seguire una traiettoria coerente con i suoi obiettivi industriali.

A quanto risulta all’AdnKronos, il gruppo triestino sta proseguendo nell’attuazione delle linee strategiche del piano, focalizzandosi in particolare su aree geografiche e segmenti di business con maggiore potenziale di crescita. In questo contesto si inseriscono anche le recenti operazioni di portafoglio, come l’acquisizione di Swiss Life Network nel settore dei benefit per i dipendenti.

Per quanto riguarda la governance, Fabio Caldato, Portfolio Manager di AcomeA sgr, ha dichiarato all’AdnKronos che “il destino” di Generali “si sta decidendo sempre meno nel settore assicurativo e sempre più nei consigli delle banche”. Il riassetto tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, insieme alla crescente fragilità di Luigi Lovaglio, potrebbe aprire opportunità strategiche per ridefinire gli equilibri attorno al Leone. “La variabile decisiva resta Unicredit”, ha aggiunto Caldato.

Tuttavia, sebbene questo scenario sia noto, Caldato ha evidenziato un possibile sviluppo poco discusso: un’operazione sulla controllata Banca Generali, dopo l’offerta pubblica di acquisto non andata a buon fine da parte di Mediobanca. “Se un attore significativo decidesse di avanzare un’offerta, la situazione potrebbe cambiare radicalmente. Al momento non ci sono segnali in tal senso, ma le attività di private banking di Banca Generali potrebbero attrarre chi desidera costruire rapidamente una massa critica nel risparmio gestito”. (di Andrea Persili)

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