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I prestiti continuano a crescere, mentre il tasso sui mutui immobiliari diminuisce – Aggiornamenti

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Prestiti e Risparmi: Crescita e Sfide nel Settore Bancario Italiano

Le banche italiane continuano a registrare un aumento dei prestiti a famiglie e imprese, mentre i tassi di interesse sui nuovi finanziamenti e sui mutui per l’acquisto di abitazioni sono in calo. Anche il risparmio affidato agli istituti di credito è in crescita, con la raccolta diretta che ha raggiunto i 2.145 miliardi di euro, sostenuta principalmente dai depositi. Questi dati emergono dal rapporto mensile dell’ABI, che fornisce un aggiornamento sul sistema bancario per febbraio 2026. È importante notare che le informazioni sono state raccolte prima dell’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, il cui impatto non è ancora quantificabile e dipenderà dall’evoluzione della situazione, come spiegato da Gianfranco Torriero, vicedirettore generale vicario dell’ABI.

Nel frattempo, la FABI ha lanciato un monito riguardo ai costi del credito in Italia, che risultano più elevati rispetto alla media europea. Secondo i dati dell’ABI, a febbraio, i prestiti a famiglie e imprese hanno mostrato un incremento del 2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, continuando così un trend positivo iniziato a marzo 2025. Le famiglie hanno visto il loro credito aumentare per il quattordicesimo mese consecutivo, mentre le imprese hanno registrato un incremento per l’ottavo mese di fila. Il tasso medio sui nuovi finanziamenti alle aziende è sceso al 3,45%, rispetto al 3,53% del mese precedente e al 5,45% di dicembre 2023. Anche il tasso medio sui mutui ha subito una diminuzione, attestandosi al 3,42%, in calo dal 3,45% di gennaio.

Non solo i prestiti, ma anche la raccolta diretta complessiva delle banche ha mostrato segni di crescita, con un aumento del 4% su base annua, raggiungendo i 2.145 miliardi di euro e continuando così la tendenza positiva iniziata all’inizio del 2024. Il tasso sui nuovi depositi a termine è salito al 2,07%, in aumento rispetto al 2,04% di gennaio, risultando superiore alla media dell’area euro, che si attesta all’1,88%. Rispetto a giugno 2022, quando il tasso era dello 0,29%, si registra un incremento di 178 punti base. Il rendimento delle nuove obbligazioni bancarie a tasso fisso a febbraio 2026 è stato del 3,07%. Tuttavia, la situazione di incertezza attuale potrebbe alterare questo quadro.

Il contesto internazionale e i conflitti attuali rendono improbabile un allentamento duraturo delle condizioni di finanziamento per famiglie e imprese, secondo quanto affermato dalla FABI, che critica il costo del denaro. Nonostante l’allentamento della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea, i tassi sui prestiti e sui mutui per le famiglie italiane rimangono superiori alla media europea all’inizio del 2026, come già osservato nel 2025. Dati della BCE di gennaio mostrano che il tasso medio sui mutui in Italia è stato del 3,55%, rispetto al 3,06% della Francia e al 2,49% della Spagna, con una media europea del 3,23%. La Germania ha registrato un tasso ancora più elevato, pari al 3,84%. Il divario è particolarmente significativo per il credito al consumo, dove i prestiti personali in Italia si attestano all’8,11%, ben oltre la media europea del 7,51%.

Lando Maria Sileoni, segretario generale della FABI, ha sottolineato la necessità di una chiara regia politica che supporti l’azione della BCE e favorisca una trasmissione efficace dei benefici all’economia reale. È fondamentale che il settore bancario reagisca più rapidamente agli impulsi monetari, abbassando i tassi e ampliando l’accesso al credito. Inoltre, le attuali tensioni geopolitiche e un possibile nuovo shock energetico potrebbero riaccendere l’inflazione, in seguito all’aumento dei prezzi dell’energia. Sileoni avverte che, se l’inflazione dovesse risalire, non si può escludere che la BCE debba considerare ulteriori interventi sui tassi.

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