
Scadenze e sviluppi nel contesto di Mps: analisi della situazione attuale
Il termine per la presentazione delle liste degli azionisti è fissato al 21 marzo, un dato fondamentale da tenere a mente. Resta da vedere come si comporterà Luigi Lovaglio in prossimità di questa scadenza, che si avvicina rapidamente. Un altro aspetto importante riguarda la lista di minoranza del comitato dei gestori, la quale, secondo fonti confermate da AdnKronos, apparirebbe “sostanzialmente allineata alla posizione del Consiglio di Amministrazione”. In questo contesto, sembra che Alessandra Barzaghi non farà parte della lista, anche se questo deve ancora essere ufficializzato. Infine, un dato che riassume la situazione attuale: nonostante le incertezze seguite alla possibile uscita di Lovaglio, il mercato sembra aver assorbito l’eventualità di un cambiamento ai vertici.
A conferma di questa tendenza, Mps ha chiuso le contrattazioni a 7,24 euro, con un incremento dello 0,30%, mentre Mediobanca ha raggiunto i 16,11 euro, guadagnando lo 0,78%. Alessandro Cominelli, Executive Director di Cfe Finance, ha spiegato ad AdnKronos che, negli ultimi cinque giorni, la capitalizzazione di Mediobanca è aumentata di circa 200 milioni di euro, mentre quella di Mps è cresciuta di 240 milioni. Diversi analisti hanno sottolineato che il fattore principale di questo recupero è stata la compattezza del Consiglio di Amministrazione riguardo al piano industriale e alla validità del concambio. Infatti, il giorno successivo al concambio, entrambi gli istituti hanno registrato andamenti positivi a Piazza Affari: Piazza Salimbeni ha guadagnato l’1,22%, mentre Piazzetta Cuccia ha visto un incremento del 2,13%, in controtendenza rispetto al mercato.
Inoltre, la lettera della Banca Centrale Europea, che evidenzia requisiti chiave per il futuro amministratore delegato, come l’autonomia di giudizio e una significativa esperienza nel settore bancario, ha avuto, secondo alcune fonti contattate da AdnKronos, un effetto opposto rispetto a quanto sperato da chi intendeva utilizzarla contro la lista del Consiglio. Con oltre 500 pagine di documentazione relative alla selezione dei candidati, Mps ha chiarito che i profili proposti, sebbene diversi, sono complementari e che la decisione di presentare più nomi mira a garantire competenze varie all’interno del Consiglio. La terna di candidati – Passera, Vivandi e Palermo – rispetta pienamente i criteri di indipendenza richiesti dalla BCE.
Le parole di Angelo De Mattia, analista economico, editorialista ed ex membro di Bankitalia, sono significative: ha dichiarato che “tutti e tre i candidati sono pienamente idonei per la loro esperienza e professionalità a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di Mps”. Inoltre, ha aggiunto che escludere Palermo e Passera dai requisiti sarebbe inappropriato, sottolineando che Passera ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato della principale banca italiana e che Palermo ha guidato un’importante realtà come la Cassa Depositi e Prestiti, soggetta alla vigilanza di Banca d’Italia.
Con i dubbi di mercato ormai superati e le riserve sui tre candidati accantonate, rimane da vedere se Lovaglio accetterà di candidarsi e se i fondi saranno disposti a sostenerlo, considerando che tendono a seguire le indicazioni dei proxy, i quali, a loro volta, favoriscono la stabilità e supportano la lista del Consiglio di Amministrazione. (di Andrea Persili)







