
Iter Accelerato per il Decreto Carburanti: Approvato il Taglio delle Accise
Il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata di ieri un decreto riguardante i carburanti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale con data 18 marzo 2026. Il taglio delle accise di 25 centesimi al litro sarà attivo già da oggi, 19 marzo.
Il decreto legge, presentato dalla premier Giorgia Meloni durante un’intervista al Tg1, introduce una riduzione di 25 centesimi al litro sui prezzi dei carburanti. Questa iniziativa è stata definita come una mossa contro la speculazione e per contrastare l’impennata dei costi dei rifornimenti. La premier ha sorpreso tutti convocando il Consiglio dei ministri alle sette di sera, poco prima di un incontro previsto a Bruxelles, per approvare un decreto che le opposizioni chiedevano sin dall’inizio del conflitto, e che ora, a tre giorni dal referendum, ha suscitato critiche da parte del Partito Democratico, che lo considera un intervento di natura “elettorale”.
Il governo ha destinato oltre mezzo miliardo di euro per affrontare immediatamente “gli aumenti ingiustificati” e per prevenire un’ulteriore escalation dei prezzi legata alla crisi attuale. Meloni, la scorsa settimana in Parlamento, aveva richiesto tempo per valutare attentamente come strutturare un intervento temporaneo, ma ha già espresso la volontà di estenderlo se la crisi persisterà. La riunione del Consiglio è durata solo mezz’ora, durante la quale si è lavorato intensamente tra il Ministero dell’Economia, il Ministero dell’Ambiente e Palazzo Chigi per finalizzare un pacchetto da presentare prima di affrontare le problematiche europee, in particolare quelle legate agli ETS che gravano sulle imprese energivore.
Durante un incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier ha anticipato l’intenzione di adottare un decreto legge da pubblicare immediatamente in Gazzetta Ufficiale. Solo dopo è stato lanciato un allerta a tutto l’esecutivo riguardo a un possibile Consiglio dei ministri serale, la cui convocazione è rimasta incerta fino a un’ora prima. L’operazione di reperimento dei fondi, inizialmente stimati in un miliardo, ha portato a un importo finale di poco più della metà. Tra le opzioni discusse c’era anche il ripristino del bonus carburanti, destinato ai beneficiari della social card, ma Meloni ha preferito un intervento generale che non colpisse solo le fasce sociali più deboli. Alla fine, si è optato per un taglio delle accise della durata di 20 giorni, accompagnato da una diminuzione dell’IVA, traducendosi in un abbassamento di 25 centesimi al litro.
Questa misura, sostenuta da Matteo Salvini, che a Milano ha incontrato i rappresentanti del settore petrolifero, ha incluso anche l’idea di un “tetto” ai prezzi di benzina e diesel, già adottato in Ungheria. Tuttavia, tale proposta ha sollevato diverse problematiche, in particolare riguardo alla concorrenza nel mercato libero, e quindi è stata scartata in favore del taglio delle accise. Inoltre, è prevista un’integrazione dei poteri ispettivi di Mr. Prezzi e sanzioni per i benzinai e i fornitori che si dimostrassero speculatori. Per gli autotrasportatori, è stato ripristinato un credito d’imposta, già utilizzato all’inizio della guerra in Ucraina, esteso ora anche al settore della pesca al 20%.
Salvini ha annunciato per primo la significativa riduzione delle accise, a pochi minuti dalla conclusione del Consiglio dei ministri, approfittando di una presenza già programmata in tv per la campagna referendaria. Questo momento si è rivelato opportuno per rivendicare l’azione del governo a favore degli italiani, che “pagheranno meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli”. Contemporaneamente, Antonio Tajani ha diffuso un video per garantire che automobilisti e autotrasportatori beneficeranno immediatamente delle misure anti-aumento. Infine, Giorgia Meloni, in un video sui social e in un’intervista al Tg1, ha sottolineato come grazie agli interventi del governo i rincari in Italia siano stati meno gravosi rispetto ad altri paesi europei, promettendo vigilanza affinché “i soldi degli italiani non finiscano agli speculatori”.













