TORINO. È stata conclusa la vendita del 100% del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il trasferimento di proprietà è già operativo e segna la conclusione di una trattativa che si è protratta per diversi mesi.

L’operazione è stata comunicata da K Group, proprietaria di Antenna Group, un’importante realtà internazionale attiva nei settori dei media, della produzione di contenuti e dell’intrattenimento. Gedi è stata acquisita da Exor.

Tra gli asset inclusi nella cessione figurano il quotidiano La Repubblica, le emittenti Radio Deejay, Radio Capital e m2o, nonché HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni.

Sono esclusi dall’accordo La Stampa, per cui è già stato stipulato un accordo di vendita con il gruppo Sae, assieme al centro stampa e alla rete commerciale locale, e Stardust, per cui è prevista una cessione separata.

Nella nota di K Group si legge: “Con l’acquisizione di Gedi, Antenna intende rafforzare una realtà indipendente di rilevanza nel settore dell’informazione e dell’intrattenimento con sede in Italia, dotata di una solida presenza internazionale e di un’attrattiva globale”.

Dal punto di vista manageriale, Mirja Cartia d’Asero assumerà la carica di amministratrice delegata di Gedi. Mario Orfeo rimarrà alla guida de La Repubblica, mentre Linus continuerà a dirigere le attività radiofoniche. Contestualmente alla cessione, il consiglio di amministrazione di Gedi si è dimesso e sarà rinnovato dal nuovo azionista.

John Elkann, in un’intervista all’Ansa, ha dichiarato: “L’editoria può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in ordine. La mia famiglia e io abbiamo sempre considerato l’editoria come un mestiere che vive grazie ai lettori. Tuttavia, in Italia, possedere un giornale è visto come uno strumento di influenza e potere, piuttosto che come una professione”. Elkann ha espresso la sua convinzione che la vendita a Sae e Antenna “assicurerà un futuro di sviluppo e libertà ai giornalisti delle due testate”.

Egli ha proseguito ricordando come, quando hanno acquisito Repubblica e Finegil, creando Gedi con La Stampa, fossero convinti di poter portare l’intero gruppo verso la redditività tramite una profonda trasformazione digitale. “Purtroppo, ci siamo resi conto nel tempo che ciò non è stato possibile. Nella crisi profonda che colpisce il settore della carta stampata, è necessario avere una maggiore scala o, nel caso dei giornali locali, riconfigurarsi in realtà molto vicine al loro territorio. Siamo ora convinti di aver trovato una soluzione che garantirà sviluppo e indipendenza”.

Riguardo a La Stampa, Elkann ha affermato che “un editore come Sae garantirà stabilità e radicamento nella comunità, essendo La Stampa un giornale fortemente legato al territorio”. Per quanto concerne La Repubblica, ha sottolineato come “il gruppo Antenna, sviluppato a livello internazionale, possieda grande esperienza nell’innovazione multimediale, elementi cruciali per rendere sostenibili gli investimenti tecnologici necessari, a partire dall’intelligenza artificiale”.

L’amministratore delegato di Exor ha risposto anche alle critiche riguardanti la cessione a un gruppo straniero: “Mi interessa l’Italia più dell’italianità. Come dimostrato nelle operazioni di Comau e Iveco, l’Italia rimane centrale e le aziende, all’interno di gruppi più grandi, possono rafforzarsi e svilupparsi nel nostro Paese. Questo ragionamento è valido anche per Gedi”.

Elkann ha continuato: “In tutte le mie scelte ho sempre guardato agli interessi dell’Italia. Una bandiera in sé non garantisce il bene del nostro Paese. Il nostro impegno in Italia è molto forte: siamo la realtà industriale privata che offre più posti di lavoro, registra più brevetti e realizza più investimenti nel Paese. Recentemente abbiamo festeggiato i 10 anni di Vento, che ha dato vita a 160 start-up fondate da italiani, creando 3.000 posti di lavoro, senza dimenticare le numerose attività sociali e filantropiche in cui siamo coinvolti in Italia e a Torino”.

In un messaggio ai dipendenti, Gabriele Comuzzo, amministratore delegato uscente, ha annunciato le sue dimissioni: “Oggi è un giorno carico di emozioni. Il gruppo è stato ceduto a una nuova proprietà e ho deciso di lasciare il mio ruolo di amministratore delegato per consentire un’apertura totale verso questa nuova fase. Sono certo che la nuova proprietà e il nuovo amministratore delegato guideranno il Gruppo verso risultati significativi, valorizzando ulteriormente il potenziale di crescita e sviluppo, anche a livello internazionale”.

Mirja Cartia d’Asero ha anch’essa inviato un messaggio ai dipendenti, definendo l’operazione “un’opportunità strategica per rafforzare e internazionalizzare la nostra proposta editoriale, portando l’eccellenza dell’informazione italiana verso una dimensione sempre più globale”.

“Sono certa che, con competenza, passione e un senso di responsabilità condiviso, apriremo un nuovo capitolo della storia del Gruppo: una storia rivolta al futuro, basata sulle solide fondamenta di quanto è stato realizzato finora”, ha aggiunto. D’Asero ha anche evidenziato il suo ritorno nel settore dei media “con entusiasmo e consapevolezza delle sfide che ci attendono”, richiamando l’importanza delle testate e dei brand.

Anche la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha commentato l’operazione: “In nove anni si è compiuta la parabola del gruppo Gedi. Doveva diventare il maggiore gruppo editoriale europeo, ma Elkann lo ha trasformato nella più grande cessione di testate mai avvenuta in Italia. Con il passaggio dell’azionariato al greco Kyriakou e la vendita de La Stampa a Sae, il gruppo non esiste più. Restano solo macerie e molti interrogativi sul perché di questa operazione iniziata nell’aprile 2017”.

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